Il frontman dei Weezer Rivers Cuomo, intervistato dal magazine musicale inglese NME, ha parlato del nuovo e undicesimo disco della band “Pacific Daydream” pubblicato a fine ottobre. Il disco segue “The White Album” del 2016 e viene descritto da Cuomo come il disco più lontano dal loro sound abituale.

Come descrivi il tuo nuovo disco?

” “Pacific Daydream” è la più grande rottura che abbiamo fatto del nostro sound grunge degli anni ’90 in stile Beach Boys. Abbiamo cercato davvero qualcosa di diverso. Per quanto riguarda le chitarre siamo stati influenzati da molte band britanniche come The Cure e The Clash. Invece di utilizzare la distorsione, abbiamo puntato sul riverbero. Abbiamo ascoltato un sacco di musica di Phil Spector per dargli un approccio più orchestrato. Il disco suona come un disco da party sulla spiagga mescolato con la tristezza e l’alienazione.”

A livello di testi, il disco sembra molto sentimentale e nostalgico. Cosa ti ha ispirato?

“Penso che sia quello che sono. Per me è quello che significa essere un artista ma per altre persone è un approccio inusuale. Non riesco ad immaginarmi realizzato come scrittore se non posso esprimere il mio dolore, anche attraverso una canzone pop di tre minuti.”

L’album spazia tra molti generi, come R&B, pop, dance music, EDM. Che artisti ti hanno influenzato?

“Al centro di tutto quello che facciamo c’è il mio essere strano come sempre, e poi c’è la band. Siamo capaci di accumulare molta roba e poi di inserire degli elementi da differenti generi e stili contemporanei. Ascolto prevalentemente musica moderna da Spotify e da playlist dedicate, come quella di Post Malone.”

A proposito di Post Malone, com’è stato lavorare con lui?

“Ho amato lavorare con lui. Credo che lui e noi siamo fans della rispettiva musica. Lui mi ha invitato a casa sua a Los Angeles per suonare un po’ del suo nuovo materiale. È una persona grandiosa, positiva e piena di creatività. È in un gran momento di forma. Abbiamo solo ascoltato della musica tra amici ma amerei lavorare con lui.”

Prima di cominciare a lavorare su questo disco, stavate lavorando su “The Black Album”. Sarà il prossimo disco su cui vi concentrerete?

“Sì, quando abbiamo finito la scorsa estate il tour con i Panic! At The Disco, sono andato a casa e ho cominciato a lavorare a “The Black Album”. Scrivevo canzoni ogni giorno e avevo messo tutti gli MP3 in una cartella su Dropbox chiamata “The Black Album”. Un giorno ho scritto una canzone che era davvero buona ma che non c’entrava niente col resto, così l’ho messa in un’altra cartella chiamata “Pacific Daydream”. Nel corso del mese, ho realizzato che la cartella “Pacific Daydream” si stava riempiendo prima. Non era qualcosa di pianificato, ma era una sensazione molto forte e così è nato questo disco. “The Black Album” esiste ancora e potrebbe uscire presto.

Che suono avrà?

” “The Black Album” è più cupo dei dischi precedenti. È più sperimentale e molto più negativo. Abbiamo sperimentato molti elementi elettronici moderni. Ha un piede nel futuro e l’altro nel passato. Quello nel passato potrebbe suonare come qualcosa dei The Jesus & Mary Chain.”

 

 

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