Bruce Springsteen - © Official Facebook
“Hunter of Invisible Game” è la nona traccia dell’album “High Hopes” di Bruce Springsteen, diventata protagonista di un cortometraggio firmato dal rocker del New Jersey in persona, co-diretto con il fidato Thom Zimny. Un progetto che, sulla carta, sembrava quasi inevitabile: chiunque abbia seguito da vicino la carriera di Springsteen sa quanto il cinema abbia sempre rappresentato per lui un universo parallelo, un linguaggio con cui dialogare alla pari. Non a caso, numerose sue canzoni sono diventate colonne sonore di film importanti — su tutti “Streets of Philadelphia”, scritta per Jonathan Demme, che gli valse un Oscar come miglior canzone originale.
Bruce Springsteen e il cortometraggio “Hunter of Invisible Game”: di cosa parla
Il cortometraggio “Hunter of Invisible Game” dura poco più di dieci minuti, ma riesce a costruire un’atmosfera densa, quasi cinematografica nel senso più pieno del termine. Springsteen vi interpreta una sorta di viandante senza meta, un cacciatore — o predatore, a seconda della chiave di lettura — che cerca il contatto autentico con la natura, lontano dall’apatia e dal cemento della città moderna. Il messaggio è essenziale, minimalista, eppure capace di arrivare dritto allo stomaco.
L’intro richiama le atmosfere musicali che portano la firma del Maestro Ennio Morricone, altra grande fonte d’ispirazione per il Boss, e prepara lo spettatore a un viaggio visivo che rapisce dall’inizio alla fine. Guardare per credere.
La regia: Springsteen e Thom Zimny, un sodalizio consolidato
Letto dentro il settore, il nome di Thom Zimny accanto a quello di Springsteen non sorprende affatto. I due collaborano da anni: Zimny ha firmato documentari e video ufficiali del Boss, costruendo nel tempo un’intesa creativa rara. Per “Hunter of Invisible Game” questa sinergia si traduce in scelte registiche precise — inquadrature ampie, paesaggi spogli, una fotografia che privilegia la luce naturale — che amplificano il senso di solitudine e ricerca che percorre la canzone originale.
Gli scatti realizzati sul set dal fotografo Jo Lopez restituiscono bene l’atmosfera del backstage: un set essenziale, quasi privo di artifici, coerente con la poetica springsteeniana che ha sempre preferito la sostanza alla scenografia.
“High Hopes”: l’album da cui nasce il progetto
Per contestualizzare il cortometraggio, vale la pena ricordare da dove viene. “High Hopes” è un album che Springsteen ha costruito attorno a reinterpretazioni, outtake e brani rimasti fuori da altri progetti — un disco che, proprio per questa natura composita, riflette molte anime diverse del suo autore. “Hunter of Invisible Game” è tra i momenti più evocativi della tracklist: una ballata epica che guarda al deserto americano, alle grandi pianure, a quella frontiera — geografica e interiore — che Springsteen ha esplorato per tutta la carriera.
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Perché il cortometraggio funziona: qualità e visione
Se “Hunter of Invisible Game” diventasse un vero e proprio film, siamo pronti a scommettere che sbancherebbe i botteghini. Da un lato, i fan di Springsteen lo seguirebbero ovunque; dall’altro, gli appassionati di cinema riconoscerebbero senza fatica la qualità non indifferente della trama, delle riprese, del montaggio e della fotografia. Minimalismo allo stato puro, certo — ma minimalismo che richiede talento e visione per essere eseguito con questa coerenza.
Il cortometraggio resta uno dei progetti visivi più riusciti nella lunga carriera del Boss: un documento artistico che vale la pena (ri)scoprire, indipendentemente dal punto di partenza — fan di vecchia data o semplice curioso.
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FAQ: Bruce Springsteen e “Hunter of Invisible Game”
Cos’è “Hunter of Invisible Game” di Bruce Springsteen?
È la nona traccia dell’album “High Hopes” di Bruce Springsteen, diventata anche un cortometraggio di circa dieci minuti co-diretto dallo stesso Springsteen con Thom Zimny.
Chi ha co-diretto il cortometraggio con Springsteen?
Il cortometraggio è stato co-diretto da Thom Zimny, storico collaboratore visivo di Springsteen, con la fotografia di scena affidata a Jo Lopez.
Di che parla il cortometraggio?
Racconta la storia di un viandante — interpretato da Springsteen stesso — che cerca il contatto con la natura lontano dalla civiltà urbana. Il tono è epico e minimalista, con rimandi alle atmosfere musicali di Ennio Morricone.
Da quale album proviene la canzone?
La canzone proviene da “High Hopes”, album di Bruce Springsteen che raccoglie reinterpretazioni, outtake e brani inediti.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
