Max Pezzali - Astronavemax - Artwork
Max Pezzali presenta Astronave Max, il suo album di brani inediti che segna un ritorno atteso e significativo sulla scena del pop italiano. Prodotto da Claudio Cecchetto e Pier Paolo Peroni con Davide Ferrario, il disco arriva a quattro anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio e dopo il grande successo della raccolta Max 20. Un progetto che, letto dentro il settore, rappresenta molto più di un semplice comeback: è una dichiarazione d’intenti su chi è diventato Max Pezzali come artista e come uomo.
Un titolo che nasce dai non-luoghi del quotidiano
Anticipato dai singoli «È venerdì» e «Sopravviverai», Astronave Max traccia un percorso pop eterogeneo, capace di raccontare la visione del mondo di un artista che ha attraversato vent’anni di carriera senza perdere il filo con il suo pubblico. Il titolo stesso nasce da un’intuizione quasi casuale, come spiega lo stesso Pezzali:
«Per me i mezzi di trasporto sono fondamentali e l’astronave è il mezzo più fantasioso che ci sia. Tuttavia, se ci pensate bene, anche i centri commerciali oggi sembrano astronavi. Sono un grande frequentatore di quegli enormi non-luoghi, l’idea per il titolo è partita da lì. Quella dalla mia astronave è un’orbita geostazionaria, abbastanza vicino per vedere i dettagli e lontano per guardare le cose in prospettiva. Non è altro che un album pop, però di questi tempi è già tanto.»
Sulla carta potrebbe sembrare una metafora semplice, ma dentro al disco quella distanza geostazionaria diventa una chiave di lettura precisa: Max osserva il mondo con affetto e ironia, senza giudicarlo.
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La paternità al centro: un Max Pezzali inedito
Con Astronave Max scopriamo un artista che è diventato padre e che ha lasciato che questa esperienza riscrivesse la sua prospettiva sul mondo. Il brano «Niente di grave» è dedicato al figlio Hilo e a quel momento preciso in cui un uomo capisce di essere diventato il punto di riferimento della propria famiglia:
«A lui e a un padre che si rivede nel figlio ho dedicato Niente di grave. Un giorno ero in giardino con mio padre e mio figlio e ho provato a guardare la scena dall’esterno. Ho sentito addosso tutte le responsabilità del mondo: c’è un momento nella vita nel quale all’improvviso capisci che sei diventato il capitano della nave.»
È questo cambio di prospettiva — da eterno ragazzo a capitano — che attraversa l’intero disco e lo rende uno dei lavori più personali della carriera di Pezzali.
Poche collaborazioni, massima personalità
Una delle scelte più significative di questo album è la quasi totale assenza di featuring. Max Pezzali ha voluto fare qualcosa di profondamente suo, raccogliendo le idee e costruendo il disco con una voce sola. Le eccezioni sono due, entrambe mirate: Syria canta nel finale di «Fallo tu» e nei cori di «Generazioni», mentre Saturnino suona il basso in «Ogni giorno una canzone». Nomi scelti con cura, non per riempire spazi ma per aggiungere sfumature precise a brani che lo richiedevano.
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La tracklist completa di Astronave Max
Quattordici tracce che costruiscono un viaggio coerente, dal pop immediato dei singoli radiofonici fino alle atmosfere più riflessive del finale. Ecco la tracklist ufficiale:
- È Venerdì
- La prima in basso
- Superstar
- Sopravviverai
- I fiori nel deserto
- Col senno di poi
- Niente di grave
- Generazioni
- L’Astronave Madre
- Fallo tu
- Come Bonnie e Clyde
- Ogni giorno una canzone
- Il treno
- Astronave Madre (Theme)
FAQ su Astronave Max di Max Pezzali
Chi ha prodotto Astronave Max?
L’album è stato prodotto da Claudio Cecchetto e Pier Paolo Peroni, con il contributo di Davide Ferrario. Una squadra che conosce bene il linguaggio pop di Pezzali e lo ha aiutato a costruire un suono contemporaneo senza tradire la sua identità.
Quali sono i singoli estratti dall’album?
I brani anticipatori sono «È venerdì» e «Sopravviverai», entrambi disponibili in anteprima sull’applicazione Periscope prima dell’uscita ufficiale del disco.
Ci sono featuring in Astronave Max?
Le collaborazioni sono ridotte al minimo: Syria appare in «Fallo tu» e «Generazioni», Saturnino suona il basso in «Ogni giorno una canzone». Per il resto, il disco è interamente costruito attorno alla voce e alla visione di Max Pezzali.
Qual è il tema principale dell’album?
La paternità, il passare del tempo e la capacità di osservare il mondo con distanza critica ma senza cinismo. L’immagine dell’astronave in orbita geostazionaria — vicina abbastanza da vedere i dettagli, lontana abbastanza da avere prospettiva — riassume perfettamente lo spirito del progetto.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
