I fan dei System of a Down aspettavano da ben 15 anni che pubblicassero della nuova musica. Quel giorno finalmente è arrivato ed è arrivato per una causa molto importante, con due brani di protesta, intitolati “Protect the land” e “Genocidal Humanoidz”.

I brani, pubblicati il 6 novembre, sono nati dal conflitto scoppiato tra Artsakh (Nagorno Karabakh) e Azerbaigian, le royalties provenienti dallo streaming e dalla vendita dei due brani sono destinate all’Armenia Fund. Daron Malakian (chitarre, voce), Serj Tankian (voce), Shavo Odadjian (basso) e John Dolmayan (batteria) hanno deciso di tornare al lavoro dopo 15 anni perché hanno sentito l’urgenza di denunciare quanto sta accadendo, per dare risalto a una notizia di cui non si parla mai – o mai abbastanza. Così John Dolmayan, scosso da quanto accaduto tra Azerbaigian e Turchia, ha scritto agli altri membri della band, proponendo di lavorare ai nuovi brani:

Ho scritto “non importa cosa pensiamo l’uno dell’altro, non importa quali problemi ci siano stati nel passato, dobbiamo metterli da parte perché quello che sta accadendo è più grande dei System Of A Down e più grande di tutti, noi dobbiamo fare qualcosa per sostenere il nostro popolo.


Protect the land System of a Down


Messi da parte i dissapori, i System of a Down hanno deciso di usare la musica per aiutare il loro popolo e sono tornati in studio. Serj Tankian, inconfondibile voce dei SOAD, ha raccontato:

Le aggressioni e le ingiustizie continue contro il popolo armeno in Artsakh e in Armenia da parte dell’Azerbaigian e della Turchia sono una violazione dei diritti umani e un crimine di guerra. Tutti noi System ci rendiamo conto che questa è una battaglia esistenziale per la nostra gente, quindi è molto personale per noi. Ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento è che il mondo metta da parte la politica e sostenga l’Armenia sanzionando la Turchia e l’Azerbaigian e riconoscendo l’Artsakh.

Il video di “Protect the land” – che trovate in fondo all’articolo – mostra alcuni filmati delle proteste e dei combattimenti di Artsakh. Il bassista Shavo Odadjian, che ha prodotto il video e si è occupato anche della parte grafica del progetto, ha spiegato:

Volevo mostrare l’unione della nostra gente in tutto il mondo per una causa comune, illustrando il potere in numeri – ha spiegato – quindi abbiamo riunito persone di tutte le età e professioni che credono e lottano per questa stessa causa. Una cosa è avere un’idea, ma vederla prendere vita come è successo con questo video, è stato semplicemente incredibile. È stato un vero piacere per noi essere di nuovo insieme in studio, molto confortevole e naturale, come se non fosse passato del tempo.

Protect the land, il video

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