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Pubblicato il giugno 15th, 2017 | da Elide Messineo

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Le polemiche dopo il concerto dei Radiohead a Firenze

Nei giorni scorsi le testate di tutta Italia hanno praticamente fatto a gara per dire quale, tra i numerosi concerti che si terranno durante l’estate, è più a rischio, visti i terribili fatti di Manchester e senza dimenticarsi quelli del Bataclan di Parigi.

È Vasco Rossi! No, sono i Guns’n’Roses! No, ma che dici, saranno i Rolling Stones! Città che vai, allarme che trovi. Ognuna ha il suo e ognuna ha delle misure di sicurezza elevatissime per garantire che tutto si svolga nella massima tranquillità e senza alcun rischio. Tutti i fantomatici attentatori dell’ISIS, stando alle testate italiche, sono pronti ad attaccarci mentre andiamo a vedere i concerti, quindi la domanda sorge spontanea: esistono davvero queste super misure di sicurezza o i media si sono preoccupati solamente di allarmarci?

Devo dire che alla prima lettura, nei giorni successivi all’attentato di Manchester, la prima cosa che ho pensato è che al prossimo concerto mi porteranno via il tappo della bottiglia e nulla più. E dai commenti che ho letto in giro su Facebook non sono l’unica a pensarlo. Ieri sera c’è stato il concerto dei Radiohead a Firenze, non ci soffermeremo su quello e – nel caso in cui non fosse chiaro in partenza – la polemica non si basa nemmeno lontanamente sulla performance del gruppo ma sulla gestione della sicurezza da parte dell’organizzazione. (Qui sotto, per esempio, la comunicazione sul sito di Firenze Rocks)



Dopo l’entusiasmo di fine concerto, su Facebook sono fioccate le lamentele da parte degli utenti: alla Visarno Arena sono stati sperimentati i token, modalità di pagamento cashless che in teoria dovrebbe agevolare non solo i pagamenti ma anche abbattere le file infinite che si creano di solito a questi eventi. La lamentela principale riguarda il costo, perché è prevista una spesa minima di 15 euro non rimborsabili (stessa problematica a Imola). A quanto pare il sistema è stato un fallimento su tutti i fronti ma non è stata questa l’unica falla. In contemporanea al concerto dei Radiohead, che ha portato a Firenze migliaia e migliaia di persone, c’era anche Pitti Uomo, un caldo sahariano da bollino rosso e la città fuori controllo. Alle fermate degli autobus c’era la fila come se fosse il Black Friday fuori dai cancelli di Primark; una città che vuole essere tanto grande da organizzare due eventi di simile portata in contemporanea, deve essere in grado di farlo senza creare disagio. Che già ce n’è fin troppo per la quantità spropositata di cantieri che ormai fanno parte dell’architettura fiorentina.

Nei giorni pre-concerto è scoppiato l’insensato tormentone “Vendo biglietti dei Radiohead” tanto che in molti si sono premurati di indagare, sperando che qualcuno rispondesse “Non ci vado perché ho paura di un attentato”. Non ho letto nè sentito dire a nessuno una cosa del genere però considerati i sistemi di sicurezza usati, forse un po’ di preoccupazione ci potrebbe venire. Non solo per un ipotetico attentato ma anche per un evento come quello avvenuto in piazza San Carlo a Torino. La mole di commenti e lamentele è veramente tanta, chi è riuscito a prendere i mezzi per muoversi in città facilmente, ci è riuscito dopo le ore di punta. In molti si lamentano della scarsa quantità di cibo e acqua a disposizione, in previsione di un’affluenza del genere non credo sia così complicato riuscire a organizzarsi ma evidentemente è tutto più difficile in Italia ed è sempre bene favorire l’abusivismo. L’allarmismo su borse, metal detector e quant’altro, è svanito magicamente nel nulla, i controlli sono stati random, nonostante tutti fossero stati invitati ad arrivare con largo anticipo per facilitare la procedura di accesso. Che la sicurezza aveva già facilitato non facendo tutti i controlli necessari. Abbiamo preso come esempio il concerto dei Radiohead ma lo stesso vale per i Guns’n’Roses (alcuni screenshot nella gallery) e gli altri concerti. L’Italia, è indubbio, non è ancora pronta per eventi di tale portata. E si specula, sempre e comunque, sulle passioni delle persone senza garantire servizi e sicurezza adeguati. A quanto il grande salto di qualità? Dovremo sicuramente aspettare molto, moltissimo tempo. Un paese che non riesce a fermare “Roland lo scroccone” non saprà mai organizzare un evento senza intoppi ?.


© Facebook / Radiohead

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