Stranger Things” riesce sempre a generare tormentoni, e dopo aver fatto venire una “nostalgia canaglia” della saga de “La storia infinita” con “Neverending Story” cantata da Dustin e la sua Suzie, in questa quarta (e cupa) stagione il tormentone di turno è un pezzo di Kate Bush.

La prima parte della quarta stagione di “Stranger Things” aggiunge molti dettagli all’universo conosciuto fino ad ora e il brano di Kate Bush gioca un ruolo molto importante. “Running up that hill”, insieme a “Wuthering Heights” è probabilmente il brano più celebre di Bush e dopo quasi 40 anni dalla sua uscita, continua a riscuotere grande successo.

La storia di Running up that hill

La cantautrice britannica ha conquistato definitivamente il pubblico proprio con questo brano, uscito nell’album “Hounds of Love” del 1985. Dal Regno Unito, “Running up that hill” ha ben presto conquistato le classifiche oltreoceano e nel corso degli anni è stato rivisitato in vari modi, una delle cover più celebri è quella dei Placebo (contenuta nell’album “Covers” del 2007) – contenuta nella soundtrack del film “Daybreakers – L’ultimo vampiro” del 2009. Il brano originale è stato usato moltissime volte, sia al cinema che in tv: da “The O. C.” a “Big Little Lies” passando per “C.S.I.” e “Le regole del delitto perfetto”.

Per i Duffer Brothers è stata una scelta quasi naturale per la quarta stagione di “Stranger Things”. “Running up that hill”, infatti, si adatta molto bene alle atmosfere dark di questa stagione e allo stato d’animo di Max e alla sua storia – un legame molto simile a quello del “calcio” dei protagonisti di “Inception” di Christopher Nolan con “Non, je ne regrette rien” di Edith Piaf.

Il titolo originario della canzone sarebbe dovuto essere “A deal with God” (un patto con Dio), ma per evitare polemiche per l’utilizzo della parola “Dio” fu in seguito modificato – sebbene il titolo previsto inizialmente compaia tra parentesi nella tracklist dell’album del singolo. “Se lo avessimo mantenuto” ha spiegato Bush in un’intervista “il brano non sarebbe passato in nessuno dei Paesi molto religiosi, né in Italia, né in Francia, in Australia o in Irlanda e sarebbe rimasto oscurato solo perché avevamo inserito la parola “Dio” nel titolo”.

Kate Bush volle fortemente lanciare “Running up that hill” come primo singolo, perché pensava rappresentasse bene l’anima dell’album ed era anche il primo che aveva scritto concependo “Hounds of love”. Scrisse il pezzo nel 1983, pensando alla relazione tra un uomo e una donna che non riescono a capirsi e a mettersi nei panni l’uno dell’altra. Il patto con Dio, che secondo Bush suonava ancora più potente rispetto al proverbiale patto col diavolo, avrebbe dovuto prevedere questo scambio di ruoli, in modo che finalmente l’uomo e la donna arrivassero a comprendersi reciprocamente, superando i loro problemi e vivendo liberamente il loro profondo legame, senza più insicurezze e paure.

Il video di Running up that hill

Così come la canzone, anche il videoclip del pezzo di Kate Bush, diretto da David Garfath, è entrato a far parte della storia della musica. Il protagonista è il ballerino Michael Hervieu, la coreografia è firmata da Diane Grey. Nel video Bush ed Hervieu indossano l’hakama, un abito tradizionale giapponese, e tutto è incentrato su una danza interpretativa in cui i due protagonisti si incontrano e si rincorrono all’interno di una stanza vuota, nel tentativo di riportare le stesse sensazioni che Bush intendeva esprimere attraverso il suo brano.


La cover di Kim Petras

Per quanto riguarda le cover, la più recente è nata – casualmente – proprio sulla scia del successo che “Stranger Things” ha ridato alla canzone. Si tratta della cover di Kim Petras, che non avrebbe potuto avere tempismo migliore. La cover è stata registrata per l’album “Proud” di Amazon Music in occasione del Pride Month. Secondo Petras, che ha dichiarato di essere ossessionata da sempre da “Running up that hill”, la canzone parla di uguaglianza ed è per questo motivo che l’ha scelta. Visto il periodo d’uscita, Petras dovrà vedersela direttamente con Kate Bush, tornata improvvisamente in vetta alle classifiche.

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