Recensioni Lady Antebellum - "Golden" - Artwork

Pubblicato il luglio 5th, 2013 | da Stefano Pellone

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Lady Antebellum: “Golden”. La recensione

Lady Antebellum: “Golden”. La recensione Stefano Pellone
Voto MelodicaMente

Summary: Il nuovo disco dei Lady Antebellum dimostra che la formazione americana è in salute e che riesce a proporre un country-pop ben confezionato

3,25

country-pop allegro


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Nuovo lavoro per i Lady Antebellum, formazione americana pluripremiata di country nata nel 2006 nel Tennessee e che strizza l’occhio al pop.  “Golden” è il loro quarto disco in carriera e segue “Own the night“, dato alle stampe nel settembre del 2011.

Il gruppo americano, composto da Hillary Scott (voce), Charles Kelley  (voce) and Dave Haywood (cori, chitarra, piano, mandolin) si è fatto conoscere dal grande pubblico con i brani “Love Don’t Live Here“, “I Run to You”, “Need You Now”  e “Our Kind of Love“, tutti pezzi nella Top Ten ed ora ha deciso di riprovarci con questa sua nuova fatica.

Il disco, composto da 12 canzoni per un totale di 44 minuti, parte subito con il country-pop molto allegro di “Get to me” e prosegue con un classicone country, “Goodbye town“, pezzo dalle classiche atmosfere americane con una coda strumentale ed un reprise insolitamente pop.

Con “Nothing like the first time” e “Better man” ritorniamo sui territory del country sia per quanto riguarda le liriche che per quanto concerne la musica con due ballads che parlano di amore. “Downtown” e “Generation away“, con la loro chitarra stoppata, cercano di mostrare che i Lady Antebellum sono capaci di suonare anche altro oltre il country, e ci riescono purtroppo solo in parte.

Lady Antebellum - "Golden" - Artwork

Lady Antebellum – “Golden” – Artwork

Migliore effetto sortisce “Better off now (that you’re gone)” il gruppo americano entra nel folk e nel pop americano (con tanto di armonica) mostrando di non essere inferiore a tanti altri gruppi in circolazione, grazie anche a pezzi come “It ain’t pretty”  e “Can’t stand the rain“, pezzo in cui è la voce maschile a predominare e non la cantante, come nel resto del disco.

Con la title-track del disco, pezzo solo chitarra e voce, ritorniamo nel country più puro con un pezzo solamente da ballare guancia a guancia. Country che però può essere anche elettrico e più ritmato, come dimostrano brani come “Long teenage goodbye” e “All for love“.

Nel complesso il nuovo disco dei Lady Antebellum dimostra che la formazione americana è in salute e che riesce a proporre un country-pop ben confezionato e che sono sicuro arriverà anche stavolta nella Top Ten. Per quanto riguarda l’esterno, se vogliamo chiamare così tutto quello che non è country, il gruppo ha tentato in qualche punto del disco di emanciparsi dal clichè, e guarda caso il pezzo “Better off now (that you’re gone)” è forse il migliore brano del disco, questo a dimostrare che forse i Lady Antebellum potrebbero anche tentare un’altra strada musicale senza assolutamente sfigurare.

 

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