Testi e Traduzioni Max Gazzè - Sotto Casa - Artwork

Pubblicato il febbraio 7th, 2013 | da Vittoria Borgese

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Max Gazzè, “Sotto casa”. Testo

Max Gazzé torna sul palco dell’Ariston per la quarta volta in carriera: suoi sono gli inediti “I tuoi maledettissimi impegni” e “Sotto casa”, brano quest’ultimo che dà il titolo al nuovo album, l’ottavo per il  cantautore romano che per questo lavoro ritorna alle origini firmando con Virgin Music: il disco sarà disponibile nei negozi tradizionali e in digitale dal 14 febbraio, proprio in concomitanza con la cinque giorni sanremese che vedrà in Max Gazzè, suo  protagonista di classe. L’ultima volta del cantautore al Festival di Sanremo è datata 2008 con “Il solito sesso”, pezzo che nella serata dedicata ai duetti venne proposto in coppia con Marina Rei e Paola Turci.

Ora, alla vigilia dell’uscita del nuovo album, un disco nel quale non mancano ironia, testi più intimisti, ritmi sempre serrati ma con aperture di grande respiro sui ritornelli, Gazzè ha deciso di tornare all’Ariston.

 

 

Sotto casa

(M. Gazzè, F. Gazzè, F. De Benedittis)

Apra la sua porta,
Faccia presto…
Non importa
Cosa crede lei
Di questo
Movimento
Ma l’avverto
Che al suo posto
Non ci penserei
Due volte,
Dato l’imminente
Arrivo di Gesù,
Perché poi non torna più!
Mi son reso conto
Che serpeggia
Tra i credenti
Il malcontento
Per la pioggia
Di mancati
Appuntamenti
Nei millenni,
Ma si metta
Nei suoi panni…
Quell’incetta
Di pianeti
Da salvare…
Di pianeti da salvare!
Possa la bontà
Del vostro cuore
Riscoprire
Che la verità
Si cela
Spesso
Dentro una persona
Sola
E non è tanto
Il sesso
A consolare
L’uomo
Dal suo pianto,
Ma l’amore
Buono
Ed il perdono
Santo
Del Signore.
Lasci
Che le spieghi
In due parole
Com’è facile
Sentire
Gli echi
Bassi ed immorali
Di comportamenti
Frivoli e meschini
Quali
Certi
Omini
In abito da donna,
La vergogna
Che neanche gli animali!
Apri un istante
E ti farò vedere io
Che nasce sempre
Il sole
Dove
Cerco Dio,
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!
Lei non si dimostra
Illuminato
Dalla grazia della vostra
Santa Vergine Maria,
Lo chiami pure, se ritiene,
Il capo
Della polizia,
Ma a chi conviene
Tutta quella baraonda
Se l’ozono
S’è ridotto
A un colabrodo
E basta
Un solo
Farabutto
A fare in modo
Che dell’uomo
Non rimanga
Neanche l’ombra…
E poi ficcatevelo in testa:
Non si viene
Al mondo tanto
Per godere,
Ma soltante
Perché un bene
Superiore
Ci ha creati!
Apri un istante
E ti farò vedere io
Che nasce sempre
Il sole
Dove
Cerco Dio,
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!
So che sei lì
Dentro…
Non ti muovi,
Ma ti sento!
Oggi te la cavi,
Sì…
Ma non finisce qui!
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!

 

Segui il nostro Speciale sul Festival di Sanremo 2013

 

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Informazioni sull'Autore

Spirito pratico e razionale, ama la musica in tutte le sue forme come strada per lasciarsi andare alle emozioni. Condivisione e lavoro di squadra sono le sue parole d'ordine; Lenny Kravitz e Francesco De Gregori il suo debole.



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