Gossip Ricky Martin | © Scott Barbour/Getty Images

Pubblicato il agosto 28th, 2013 | da Chiara B

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Ricky Martin confessa: “Una volta ero omofobo perché non mi accettavo”

Stanno facendo scalpore le dichiarazioni che Ricky Martin ha lasciato nei giorni scorsi, un tam tam mediatico partito dall’Australia ed arrivato a fare il giro del mondo. Dopo il coming out di qualche anno fa, con il quale  aveva dichiarato al mondo la propria omosessualità, il cantante portoricano era tornato raramente sull’argomento e su come l’avesse affrontata nel corso della vita. E’ qui che s’inseriscono le sue recenti dichiarazioni. Nel corso di un’intervista all’edizione australiana del mensile GQ, nel numero che uscirà il prossimo mese di Settembre 2013, Ricky Martin, ormai superati i 40 anni, è tornato ad affrontare la propria gioventù ed il modo in cui guardava all’omosessualità.

Ed ecco che rivela di essere stato non solo omofobo, ma anche artefice di atti di bullismo nei confronti di coetanei gay. Una dichiarazione sconvolgente, ma che può aiutare a tastare il polso di una situazione sociale sicuramente non nuova, che, al contrario, dura da molto tempo.

Ricky Martin | © Scott Barbour/Getty Images

Ricky Martin | © Scott Barbour/Getty Images

La nostra stessa Italia è stata recentemente sconvolta da notizie tragiche che avevano come tristi protagonisti giovani adolescenti omosessuali troppo fragili per riuscire a sostenere i maltrattamenti di bulli incivili, presi di mira soltanto per il proprio orientamento sessuale. Purtroppo fenomeni di questo tipo si presentano in ogni parte del mondo in ogni momento.

Nel corso dell’intervista a GQ Ricky Martin ha raccontato come da ragazzo guardasse agli omosessuali con rabbia, continuando a ripetersi di non esserlo lui a sua volta. “Mi vergognavo”, ha dichiarato. Ciò che faceva, la violenza che all’epoca ha esercitato sugli altri era motivata dalla vergogna, dalla non accettazione di sé.

Si arriva, quindi, a capire come sia stata difficile il lungo percorso interiore che lo ha portato a capire chi sia realmente e a comunicare poi al resto del mondo il proprio orientamento sessuale. Adesso quella vergogna non c’è più ed anche la rabbia è scomparsa, condividere simili esperienze con il pubblico potrebbe dare l’input a molti per guardare alle cose sotto un’altra prospettiva, chissà.

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