In un’epoca dove tutto è indie e porta il carattere fortemente rock, alcune personalità riescono ancora a ritagliare uno spazio nel vasto panorama musicale. Orlando Johnson esce con un EP dal titolo “Two Can Make It Better“, un insieme di cinque brani appartenenti ad un genere d’altri tempi. Non si tratta di musica classica né metal, ma si tratta di un pop funk che ha tutta l’aria di essere rilassante e appartenente a quegli ambienti sdolcinati della dance soft di fine anni 70. I brani parlano d’amore, quell’amore romantico e sdolcinato, per certi versi ideale e per certi versi anch’esso appartenente ad un’epoca andata. “Two Can Make It Better” è contenuto nell’EP in tre versioni: la versione originale che porta tutto il carattere della dance soft targata 1970, la versione strumentale e una speciale versione remixata da Chris Coco. Il dj inglese ha ridato un’altra aria al brano di Johnson, e lo ha reso quasi adatto al clubbing moderno, chiaramente ispirato all’house music dei tempi di Studio 54. Anymore è presente anch’essa nella versione originale e strumentale, e tantissimi la riconosceranno perché già presente nella colonna sonora di Manuale D’amore.

Orlando Johnson - Two Can Make It Better - Artwork
Orlando Johnson – Two Can Make It Better – Artwork

Un brano che rientra a pieni voti tra quelle canzoni che non vanno mai via dall’immaginario collettivo, come colonna sonora di tantissime storie d’amore. Il genere è di quelli caldi e ci trasportano subito ad atmosfere sensuali, dove trovano spazio le sfumature del funky e del soul condite con un tocco di downtempo sapientemente messi insieme. Suggestivi dunque gli scenari che ci suscita l’ascolto di “Two Can Make it Better“, il quale ci trasporta non solo nella calda sensualità di una disco soft, ma anche nel funky dedicato ad una metropoli, ad un paesaggio metropolitano e ai club dove questo genere vedeva la massima espansione tra gli anni 60 e 70. Una ballata tranquilla, una dedica e un pensiero d’amore sono racchiusi nelle note di Anymore, lontana dai generi degli esordi di Johnson con gli Upsetters. Un genere e un disco attraenti, i quali troveranno spazio sicuramente nei momenti meno frenetici della quotidianità.

Dite la vostra!

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.