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Reportage Baustelle - Presentazione "Fantasma - Feltrinelli, Napoli - © A.Moraca

Pubblicato il febbraio 4th, 2013 | da Angelo Moraca

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Baustelle con “Fantasma” alla Feltrinelli di Napoli

I Baustelle presentano “Fantasma” ultimo capitolo della discografia ufficiale che al momento conta 6 album (“Fantasma” compreso) e un’evoluzione stilistica degna di nota. Affidato a Federico Vacalebre il compito di indirizzare l’incontro fissato per le ore 17:00 presso la Feltrinelli di Via Santa Caterina a Chiaia (angolo P.zza dei Martiri), Napoli. Giovani fan, pubblico e curiosi affollano la sala già nel primo pomeriggio: l’evento è stato anticipato di una decina di minuti circa non prima della proiezione tramite proiettore dei 4 teaser introduttivi l’album (è stato effettuato per l’occasione, un montaggio in unica sequenza).

Una chiacchierata piacevole in un ambiente abbastanza concentrato per accogliere il pubblico accorso per l’occasione, ma alle 16 e 50 ecco che Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini fanno il loro ingresso in scena preceduti dal giornalista e critico musicale Federico Vacalebre. L’esiguo numero di apparecchi fotografici non distoglie certo l’attenzione e senza tanti giri di parole si entra subito nel vivo della presentazione di “Fantasma”, album pubblicato lo scorso 29 Gennaio 2013 tramite etichetta Warner Atlantic. Dall’artwork concepito da Gianluca Moro alla pubblicazione dell’album, nel mezzo c’è stata la pubblicazione del primo singolo “La morte (non esiste più)” e di ben 4 mini-clip (teaser) introduttivi l’album. La parola al frontman Francesco Bianconi.

Baustelle - Presentazione "Fantasma - Feltrinelli, Napoli - © A.Moraca

Baustelle – Presentazione “Fantasma” – Feltrinelli, Napoli – © A.Moraca

Un disco che miscela il linguaggio del cinematografo a quello musicale, nel quale confluiscono elementi ispiratori di ciascun componente.  L’elemento umano al centro dei testi, odio per la stupidità per esser precisi (il concetto è molto ampio; l’idea è impressa nel disco, ndA). In buona parte testi si analizzano alcune condizioni della natura umana, condizionate loro volta alla visione del mondo dell’autore Bianconi, che tuttavia celano all’interno un certo senso di speranza, di salvezza: il discriminante è il fattore tempo (o meglio il concetto). L’ermetico frontman sceglie parole ponderate onde evitare di incappare in frasi non-sense che potrebbero deviare dall’interpretazione soggettiva dell’opera intera, che vede tra l’altro la presenza della Film Harmony Orchestra di Wroclaw/Breslavia (Polonia) per la registrazione delle partiture: pubblico molto attento.

In evidenza il contributo offerto dalle opere di De Andrè e particolare attenzione sul rapporto tra il cinematografo e la musica stessa: dal titolo dei brani che nasce a testo già scritto ai mini-clip che accompagnano il contenuto di “Fantasma“, passando per le influenze e le scelte stilistiche sono la chiara esemplificazione dell’essenza dell’opera. Seguendo la tracklist si scopre che l’album comprende titoli di testa (“Fantasma (Titoli di Testa)”), intervallo (“Fantasma (‘Intervallo)”) e titoli di coda (“Fantasma (Titoli di Coda)”) e non è difficile immaginare un futuro adattamento come opera teatrale o un vero e proprio film da dirigere. La musica prende spunto oltremodo dalle composizioni di Ennio Morricone, Richard Wagner e vari autori del Novecento così come la parentesi in dialetto romanesco “Contà l’inverni”: “ho cominciato a canticchiare in dialetto ed ho finito per scriverla così, senza alcun motivo preciso” spiega Bianconi.

Baustelle - "Fantasma" - Artwork

Baustelle – “Fantasma” – Artwork

Spazio dunque alle domande dei presenti anche se il tempo a disposizione è stato davvero poco: una mezz’ora di presentazione poi avanti con il firma copie. L’album ha visto la partecipazione di Marco Tagliola come tecnico del suono (più volte citato; lodevole il contributo offerto per la realizzazione di un sound molto raffinato) ed è stato registrato nella fortezza medicea di Montepulciano, luogo di nascita della band, un tema anche questo presente nel disco: il ritorno alle radici quell’impatto altalenante tra ansia e riscoperta; il tempo è il punto cardine di tutto l’album. Trattasi comunque di un album che affascina ed incuriosisce da un lato, mentre dall’altro spiazza letterlamente gli ascoltatori per le nuove sonorità che lo compongono. “Il bello è anche mettersi in gioco” dice Bianconi ma l’incontro si chiude per davvero con una domanda inusuale ma per nulla banale: adesso sappiamo che i colori preferiti sono il rosso per Bianconi, il nero per Rachele Bastreghi e il grigio antracite (con sfumature nere) per Claudio Brasini.

Partirà il prossimo 19 Febbraio da Bari il mini-tour che vedrà impegnati i Baustelle sul palco con l’Ensemble Simphony Orchestra diretta da Enrico Gabrielli fino al 25 Febbraio a Milano, passando per Roma il 20 Febbraio e per Firenza il 23 Febbraio.

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