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Pubblicato il luglio 9th, 2011 | da Greta C

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E’ iniziato l’Exit Festival 2011 con i Verdena

E’ iniziato proprio il 7 luglio l’Exit Festival, uno degli appuntamenti ormai imperdibili dell’estate che, anche quest’anno si presenta con un cast stellare per la sua dodicesima edizione.

L’Exit Festival è nato come movimento studentesco all’inizio del secolo, proprio nel 2000, ed oggi è uno dei festival musicali più apprezzati ed amati dal giovane pubblico e non solo. L’identità della kermesse s’è costituita nel corso del tempo con la partecipazione di artisti di primo piano; ricordarli tutti è davvero impossibile per motivi di spazio ma basti citare The Chemical Brothers, Placebo, Primal Scream, White Stripes, Garbage, Franz Ferdinand, Patti Smith, Prodigy ma anche Korn e Klaxons.

Nel corso degli anni l’Exit Festival a Novi Sad, nella Serbia settentrionale, s’è fatto conoscere e amare dal grande pubblico e nel 2007 ha vinto il premio di “miglior festival d’Europa”. Come i maggior festival, anche l’Exit si presenta con molteplici palchi che presentano davvero una varietà di generi in grado di accontentare qualsiasi gusto. Il pubblico inglese è quello, da sempre, più presente all’evento, oltre al pubblico locale, e i palchi allestiti anche quest’anno, presagiscono un grande avvento di fan desiderosi di passare qualche giorno completamente immersi nel clima festaiolo della kermesse.

I nomi illustri presenti a quest’edizione del festival sono davvero moltissimi, alcune delle formazioni più attese dal grande pubblico sono: Arcade Fire, Pulp, Jamiroquai, Portishead, Nick Cave & The Grinderman, Beirut (che abbiamo avuto modo di apprezzare proprio qualche giorno fa al “Ferrara Sotto Le Stelle” insieme ai The National), Verdena, Oneman, Groove Armada, Bad Religion.

La fortezza di Petrovaradin si è animata, dunque, già dal 7 luglio e le esibizioni continueranno, a ritmo infuocato, fino al 10 luglio. Molto simile come emozioni, sensazioni, location, panorama musicale all’altro noto festival dell’est, il Sziget Festival, l’Exit è iniziato nei migliori dei modi, come testimoniano i presenti già durante la prima data della kermesse.

Vogliamo concludere questo articolo ricordando che nella programmazione del festival, proprio durante la giornata d’apertura ci sono stati i Verdena, band italiana che non ha bisogno di ulteriori presentazioni; anche se gli italiani al festival presenti sono in numero molto inferiore rispetto ai più noti paesi europei, il gruppo ha saputo, ancora una volta, fornire un’ottima interpretazione musicale.

Qualche giorno fa, intervistati proprio in merito all’Exit Festival queste sono state le parole di Luca, batterista della formazione di Albino: “Bad Religion, senz’altro, sono la band che vogliamo vedere. Non li ho mai visti, e mi aspetto qualcosa di interessante. Ma anche i Pulp, altra leggenda. Degli altri nomi so poco, so che gli Arcade Fire piacciono a Roberta moltissimo, per cui ce ne saranno di cose da vedere!”

I Verdena hanno inoltre trattato di un tema che più volte li ha visti protagonisti ossia quello dei testi italiani in un panorama che tende sempre più verso l’inglese e dunque su un possibile pensiero nel tradurre o nel cantare i loro testi in inglese. A riguardo ecco quali sono state le loro parole: “Non abbiamo effettivamente girato abbastanza all’estero per poter trarre un bilancio di questa cosa. Abbiamo raccolto qualcosa in Germania, Francia, ma il problema è un altro: o il disco lo facciamo in inglese per tutti, o in italiano per tutti, non ci piacciono le operazioni di ‘traduzione per l’estero’. E siccome non abbiamo ricevuto offerte interessanti oltralpe, non c’è molto da discutere. A settembre abbiamo delle date in Inghilterra già programmate, vedremo. Ascoltiamo musica inglese da sempre, ci siamo cresciuti, perciò il testo per noi a volte è imbarazzante, visto che non abbiamo mai ascoltato testi rock in italiano. D’altro canto, però, all’estero ci è capitato che ci chiedessero se stessimo cantando in italiano o in inglese, per cui va bene così! E comunque questo dimostra che non è e non sarà mai un problema italiano-inglese, è certamente più un problema di mercato”.

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