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Pubblicato il giugno 12th, 2011 | da Luisa Fazzito

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Heineken Jammin’ Festival 2011, i perchè del flop

Con i 40 mila che hanno raggiunto Parco San Giuliano per assistere alla prima data del Live Kom 011 di Vasco Rossi, si è conclusa l’edizione 2011 dell’Heineken Jammin Festival.

Il resoconto finale dell’evento non è esaltante soprattutto se si guarda ai numeri registrati nei tre giorni del Festival. Ieri,  dove headliner era un trascinatore di massa come Vasco Rossi, è stato l’unico giorno in cui il festival ha registrato il sold out. Ma Vasco Rossi registra il tutto esaurito ovunque ed infatti sono già sold out da trempo le quattro tappe milanesi e le due romane. L’evento quest’anno ha registrato il 50% in meno delle presenze dello scorso anno. A cosa è dovuto allora il calo di questo festival tra i più importanti dello scenario europeo?

Innanzitutto la scelta non esaltante del bill costituito, oltre al rocker di Zocca, dai Negramaro, Cesare Cremonini, Coldplay  Interpol e i Beady Eye. Senza nulla togliere a Vasco o i Negramaro, ma la presenza più “originale” di quest’anno era rappresentata solo dal gruppo di Chris Martin, che comunque ha registrato solo 25 mila presenze,  all’unica data italiana del tour. Certo non si può dire la stessa cosa per Blasco o la band salentina, che di tappe in Italia ne faranno  a iosa, visto che proprio dal Parco San Giuliano hanno entrambi dato il via ai rispettivi tour. Lo scorso anno il Festival ha vantato grandi nomi della scena internazionale come Aerosmith, Pearl Jam, Green Day, Thirty Seconds To Mars, Skunk Anansie, Ben Harper & Relentless7 e i Black Eyed Peas. Insomma il richiamo dell’anno passato è stato vario e non di poco conto.

Secondo motivo che potrebbe aver penalizzato l’HJF, oltre al costo dei biglietti che in Italia continua a rimanere tra i più alti rispetto ai Festival europei, è la location. Parco San Giuliano è un grande spazio aperto ed accogliente ma che rimane sempre un’incognita per le condizioni climatiche. Anche quest’anno la pioggia non è mancata, anche se rispetto all’edizione passata ha dato qualche tregua se non altro riuscendo a portare a termine i live senza dover annullare l’esibizione di qualche artista, come accadde lo scorso anno per il live dei Green Day, saltato a causa del nubifragio abbattutosi sul Parco.

Altro aspetto non trascurabile è il periodo scelto per il festival che quest’anno si è trovato a ridosso del live dei System of a Down e il Rock in IdRho, festival tra i più attesi dell’estate per gli artisti che ospita. Che per gli organizzatori non sia giunto il momento di apporre qualche modifica per il prossimo anno? oggi si parla giò di ritorno alle origini per l’HJF, che il prossimo anno potrebbe ritornare all’outodromo di Imola. Intanto Roberto De Luca, presidente di LiveNation Italia, si difende dalle critiche piovute all’indomani della chiusura del festival: “Scontiamo da un lato la poca abitudine del pubblico italiano a vivere la dimensione del festival, dall’altro la crisi economica e discografica, che genera introiti inferiori per tutto il comparto“…. Ma siamo sicuri che la colpa del flop sia da attribuire al pubblico? A voi i commenti.

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Informazioni sull'Autore

Appassionata di calcio e sport, amante di tutto ciò che è rock e grunge, apprezza la musica e ne scrive quotidianamente. Ama i live e segue con passione gli eventi mediatici, coordina con entusiasmo il gruppo editor di MelodicaMente.



4 Responses to Heineken Jammin’ Festival 2011, i perchè del flop

  1. Cipsicko Croose says:

    Rispetto agli altri anni dove mi passava per la testa la minima idea di partecipare ail festival (controllando costo e orari dei treni), questanno alla lettura del bill ho subito scartato l’opzione HJM. Alcuni commenti non positivo di alcuni miei amici hanno confermato la mi decisione. “siamo stati 3 ore in piedi in attesa che iniziasse il concerto per un ritardo nell’apertura dei cancelli”, 5€ per una birra in un festival che porta il marchio di una birra, mi pare un pò eccessivo. Senza contare che è stato messo a ridosso (come detto da voi redattori) non solo ai SOAD ma bensi ad altri festival molto più importanti come i Big Four o il SonicSphere molto più competitivi dal punto di vista del bill ma soprattutto del prezzo!

    • Luca B. says:

      E’ stato un flop meritato perchè è un festival vecchio, vecchia formula lontana anni luce dagli splendidi festival europei. Che sono spesso colmi di italiani.
      La proposta del bill era oscena, peraltro a singolo palco, mi pare…
      Io per il decimo anno consecutivo andrò all’estero a godermi della splendida musica, con prezzi umani o comunque giustificabili dall’offerta messa in campo, con tutti servizi da paese civile e magari con un’attenzione per la sostenibilità ambientale che non guastano di certo.
      Per consulenze chiamatemi.

  2. Lele says:

    Da quando in qua 40.000 persone per Vasco Rossi in un posto dove ce ne stanno 80.000 è tutto esaurito? Ma ci prendete per idioti?

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