Reportage 20140903_222354

Pubblicato il settembre 4th, 2014 | da Stefano Pellone

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Le Luci della Centrale Elettrica e i Virginiana Miller live a Bologna

All’interno delle iniziative che si stanno sviluppando alla Festa dell’Unità di Bologna, classico appuntamento settembrino del capoluogo emiliano, una parte preponderante ce l’hanno i concerti che si tengono all’interno dell’Estragon Club. Ieri sera, con un evento gratuito, l’Estragon ha presentato un palco un terzetto d’eccezione della musica italiana odierna: Le Luci della Centrale Elettrica, Virginiana Miller e Rachele Bastreghi.

Con qualche minuto di anticipo rispetto all’orario programmato, salgono sul palco i Virginiana Miller, formazione pop-rock nata nel 1990 a Livorno e formata da Simone Lenzi (voce), Antonio Bardi (chitarra), Matteo Pastorelli (chitarra), Daniele Catalucci (basso), Giulio Pomponi (tastiere) e Valerio Griselli (batteria). La band toscana apre il suo concerto con “Lettera di San Paolo agli operai” e subito dopo con uno dei brani migliori del loro ultimo disco “Venga il regno”, ovvero “Due“. La coreografia scarna e le luci blu e viola permettono al pubblico di concentrarsi sulla musica e sul gruppo, dove Bardi e Pastorelli sembrano in serata di grazia.

Il concerto continua con “Una bella giornata” e con “La verità sul tennis” fanno un tuffo nel passato all’omonimo disco datato 2001: il gruppo torna all’odierno con “Tutti i santi giorni“, canzone scelta da Paolo Virzì come colonna sonora del suo omonimo film e che ha vinto il David Di Conatello 2013 come “Miglior canzone originale”. Il pubblico apprezza e canzoni come “Dal blu“, “La carezza del papa” e “Dispetto” creano il clima giusto per “Anni di piombo“, canzone ad alto tasso emotivo che strappa un applauso convinto al pubblico.

Festa dell'Unita  Bologna - tre allegri ragazzi morti | © MelodicaMente

Festa dell’Unita Bologna | © MelodicaMente

E’ arrivato il momento di Rachele Bastreghi, che suonerà due canzoni con i Virginiana Miller e due canzoni con Le Luci della Centrale Elettrica. Bastreghi, apparsa in splendida forma, canta con Lenzi e compagni prima “L’eternità di Roma” e poi un pezzo dei Baustelle, “Dark room“. Dopo il saluto di Rachele il gruppo esegue l’ultima canzone “Acque sicure” e scende dal palco ma viene richiamato a gran voce dal pubblico ed esegue un encore, “Tutti al mare“.

Dopo trenta minuti abbondanti salgono sul palco Le Luci della Centrale Elettrica, progetto artistico/musicale di Vasco Brondi nato nel 2007 con il primo disco “Canzoni da spiaggia deturpata” e che, forte dell’ultimo disco “Costellazioni“, uscito a Marzo di quest’anno, si esibisce sul palco insieme ai compagni di avventura Ettore Bianconi (elettronica e moog), Sebastiano De Gennaro (percussioni), Andrea Faccioli (chitarre elettriche e chitarre acustiche) e Daniela Savoldi (violoncello).

Da subito Brondi pare indemoniato ed il pubblico si esalta: il gruppo attacca con “C’eravamo abbastanza amati” e prosegue con “Cara catastrofe” e “Macbeth nella nebbia” a cui seguono “Firmamento” e “Un bar sulla via lattea“. Brondi presenta ogni canzone e si intrattiene con il pubblico che gradisce molto questo approccio al concerto e osannano “Alla felicità e ai locali punk“. Dopo “Per respingerti in mare” e “Per combattere l’acne” arriva il momento di Rachele Bastreghi: la cantante esegue insieme ai LLDCE la canzone dei Baustelle “L’aeroplano” e “Un lungo piano cinematografico“, canzone scritta nel 2011 per “Ruggine”, un film del regista Daniele Gaglianone presentato al Festival del Cinema di Venezia.

Il concerto si avvia verso la fine ma Brondi non accusa stanchezza anzi salta e canta sul palco come se ci fosse appena salito: dopo “Ti vendi bene” e “Felice da fare schifosalgono sul palco anche i Virginiana Miller per un tributo a Franco Battiato con “Summer on a solitary beach”. Il gruppo riprende da solo con “Padre nostro dei satelliti” e “La gigantesca scritta COOP” si arriva alla fine con “Piromani” e con la cover dei CCCP Fedeli alla Linea “Emilia Paranoica”. Sulle note di queste ultime canzoni un Brondi elettrico saluta il pubblico bolognese, esausto e soddisfatto.

 

 

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