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Recensioni Paolo Nutini

Pubblicato il aprile 17th, 2014 | da Andrea Del Gaudio

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Paolo Nutini: “Caustic Love”. La recensione

Paolo Nutini: “Caustic Love”. La recensione Andrea Del Gaudio
Voto MelodicaMente

Summary: “Caustic Love” è un album ben riuscito, di classe, da ascoltare e riascoltare.

4

Album caldo


Voto Utenti: 4 (5 voti)

Si intitola “Caustic Love”  ed è il nuovo lavoro in studio di Paolo Nutini: il terzo capitolo discografico firmato dal cantautore italo-scozzese arriva a cinque anni di distanza dal precedente “Sunny side up” e già questo la dice lunga sul tipo di artista che ci troviamo davanti, che in questi cinque anni ha scoperto e riscoperto tratti diversi del suo ‘fare musica’.

Sin dall’album di esordio “These Streets” Nutini aveva manifestato chiaramente le sue qualità, che erano poi state dirottate verso il folk/raggae di “Sunny Side Up” del 2009 e ora, con “Caustic Love”, Nutini ci stupisce ulteriormente e si ispira all’atmosfera Motown, creando un album chiaramente soul. A proposito di questo improvviso cambio di rotta, l’artista ha spiegato: “Non ho mai avuto uno stile definito, quindi non c’è un termine di paragone, in realtà; sono certo che il prossimo album sarà diverso. Questa volta sono entrato in studio più sicuro di quello che non volevo che di quello che volevo”.

Gli arrangiamenti restano curatissimi ed eterogenei, come nei precedenti lavori, i testi di certo sono più maturi e consapevoli, i ritmi funky prevalgono sulla linea musicale che risente di influenze vintage e retro.

Il disco è stato co-prodotto dall’artista con Dani Castelar, a detta di Nutini la persona migliore per realizzare le sue idee e dargli supporto e collaborazione: se questo è il risultato, è stata decisamente una buona scelta. “Caustic Love” è un album che conquista al primo ascolto, delicato e potente allo stesso tempo. Sin dall’intro ‘scura’ del primo singolo, “Scream (Funk my life up)”, Nutini ci catapulta nei suoi arrangiamenti articolati e in un’atmosfera funky che un po’ riporta a “Candy” e questo è forse uno dei pochi brani in cui si riconoscono i vecchi lavori dell’artista. Già da “Let me down easy”, seconda traccia dell’album, viene chiarita la direzione di questo nuovo percorso: è un brano dal sound retro,in cui Nutini esce fuori come un vero bluesman, accompagnato dalla voce di Bettye LaVette. Torna il tema dell’amore in ballate romantiche come “One Day” e “Better Man”– uno dei brani più belli dell’album- che si distingue per l’interpretazione pulita e la voce ben modulata, e in canzoni come “Numpty”, dalle sonorità vintage, molto ‘sixties’.

causticlove

Paolo Nutini – Caustic Love – Artwork

Il gioiello dell’album è sicuramente “Iron Sky”, un brano ispirato, dal testo importante –“Il messaggio fondamentale della canzone è di amare il prossimo, comportarsi bene. C’è difficoltà a capire chi ci rappresenta davvero. Forse suona un po’ idealistico, ma siamo chiusi in delle scatole, in un sistema: si vota ma non si capisce bene per che cosa. Bisogna trovare nuove forme per farsi sentire” – in cui le parole di Nutini vengono amplificate da quelle del monologo di Charlie Chaplin, tratto da “Il Grande Dittatore”,  inserito come intermezzo nella canzone.

E quando “Iron Sky” termina, segue subito “Diana”: ritmo blues scandito dal sax e dalla voce di Nutini che segue il jazz incontenibile di questo brano, quasi sussurrando, per poi aprire i ritornelli salendo a note inaspettate. Interessante anche il featuring di Janelle Monae che si insinua in un brano in pieno stile Nutini, “Fashion”. Poi “Looking for something”– forse la più personale – dal dolcissimo testo dedicato alla madre, la psichedelica “Cherry Blossom” e “Someone like you”, che sembra uscire da un film anni Cinquanta. Undici tracce, due interludi, 51 minuti in cui Nutini ha la capacità di farci capire che questa è la nuova versione di sé stesso,  questo è ciò che Paolo ha da offrire in questo momento: un nuovo percorso musicale, più maturo, più ampio. “Caustic Love” è un album ben riuscito,  di classe, da ascoltare e riascoltare, in cui il soul emerge, tra i numerosi tentativi di caratterizzarsi tra le diverse sonorità dei vari brani, come elemento distintivo della personalità musicale dell’artista.

 

 

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