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Pubblicato il aprile 17th, 2011 | da edipicamentelettra

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Patty Pravo: “Nella terra dei Pinguini”. La recensione

Anticipato dal singolo il vento e le rose, presentato alla scorsa edizione del Festival di Sanremo, finalmente è arrivato il nuovo lavoro discografico di Patty Pravo. Nella terra dei Pinguini, un disco difficilmente interpretabile, una Patty Pravo diversa in ogni canzone eppure così uguale a se stessa.

Patty Pravo - Nella Terra dei pinguini - artwork

Durante i giorni della kermesse parlando di Rock la signora Pravo esclamò la famosa frase: ”Chi è più Rock di Mozart”. La frase della Pravo allora passò inosservata, dipesa probabilmente dall’amore della cantante veneziana per la musica classica; ma dopo aver ascoltato il disco ci si rende conto del vero significato della frase che era una provocazione non colta né allora e né oggi. Nella terra dei pinguini” è un album che va analizzato sotto due profili, uno musicale e l’altro testuale. La prima traccia ”La vita è qui’‘ è il brano che l’artista avrebbe voluto presentare al festival, rinunciandoci perché inadatto alla manifestazione. Con un testo semplice ma non troppo la Pravo già da questa prima canzone ci proietta in una dimensione basata su un evidente contrasto tra le musiche violini, chitarre ecc… e testo di una semplicità struggente. Le traccia ‘‘Unisono” e ‘‘Cielo” sono due pezzi scritti per la Pravo da Giuliano Sangiorgi il cantante dei Negramaro, i pezzi sono interessanti dal punto di vista sonoro e vocale, ma ascoltandoli ho avuto come l’impressione che la Pravo non sentisse suo il testo. Il V ento e le rose’‘, pezzo che la Pravo ha scelto come suo cavallo di battaglia al festival, è l’esempio calzante di ciò che manca ai brani ”Unisono” e ”Cielo”, l’artista che difficilmente si affeziona ad un pezzo con questa velocità lo fa subito suo, il duetto con Morgan contenuto nell’edizione Deluxe lo impreziosisce, più che un duetto sembra quasi che Morgan sia la parte complementare della Pravo. Altri brani molto interessanti sono ”Malato amore’‘ e ‘‘Averti qui con me” musica e parole camminano sullo stesso binario per poi ricongiungersi nella voce di Patty Pravo, dolce ed intensa nello stile che le appartiene. Le tracce più belle in assoluto del disco sono però ‘‘Schiaffi di Carezze’‘, dove dalla voce quasi un sussurrare, l’artista passa a note più alte. ”Come fiele” è la canzone classica che ci si può aspettare da Nicoletta, lo stesso discorso vale per ”Fuoco calamita”, unica macchia la chiusura del pezzo che forse poteva essere sviluppata meglio. Nel disco c’è anche la canzone ”Sogno” la colonna sonora del film Mine Vaganti. Una delle canzoni più belle della Pravo, chitarra classica e violini in sottofondo, ci portano alla conclusione di questo viaggio, ”Nella terra dei pinguini”, un titolo che fa riflettere, un titolo che è una metafora di una condizione esistenziale che si riflette anche nella concezione dell’album. I Pinguini ascoltando il cd, sembrano essere la metafora della condizione umana, sempre in viaggio alla ricerca di ”luoghi” migliori, mentre la Pravo che si vede sullo sfondo è il sole , spettatrice e co-protagonista del pellegrinare degli uomini, se nella foto li accompagna con il suo sguardo assente, nel disco lo fa descrivendoci gli stadi dell’amore, con la sua voce. Riprendendo la frase su Mozart ci si rende conto di essere davanti alla dimostrazione di un teorema, dove si parte da un enunciato per poi passare  alla dimostrazione, questo cd è la dimostrazione che il Rock non è fatto di borchie ed altro ma di un modo di vivere che porta ad essere in controtendenza. In un periodo in cui correnti artistiche come Rock, pop o Metal diventano futili mode, la Pravo con questo lavoro si colloca in controtendenza rispetto a tanti colleghi che hanno ceduto alla moda del genere Pop o dello pseudo Rock. Voto:
7.0/10
   

Patty Pravo: "Nella terra dei Pinguini". La recensione, reviewed by edipicamentelettra on 2011-04-17T23:16:12+00:00 rating 7.0 out of 10

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