Interviste

Pubblicato il dicembre 13th, 2012 | da Chiara B

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Virginio Simonelli a MelodicaMente: “L’amore per la musica mi dà forza”

Continuano le interviste di MelodicaMente. Questa volta abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Virginio Simonelli, cantautore resosi noto al grande pubblico grazie alla partecipazione e vittoria del talent show di Canale 5 Amici di Maria De Filippi. Per lui una gavetta lunga, passata anche dal Teatro Ariston del Festival di Sanremo, poi l’esplosione del successo. Qualche mese fa è stato pubblicato “Ovunque”, il suo terzo album, da cui sono stati tratti i singoli “Alice (Elis)” e “La dipendenza”. Abbiamo viaggiato nel mondo di Virginio, alla scoperta di un artista ed un ragazzo determinato e forte, che fa della sensibilità il suo punto di forza.

“Ovunque”, il tuo ultimo lavoro, è un album composto da 13 canzoni che spaziano tra le tematiche più svariate, dalla presa di coscienza e sicurezza di sé ad un altalenante rapporto con la figura materna, fino al bisogno di amore  ed alla voglia/necessità di smettere di razionalizzare e vivere di più il presente. Come sono nati questi brani e qual era il concept con cui hai scritto questo album? 

Ho sempre avuto una forte urgenza di parlare di quello che mi succede dentro. È un bisogno quasi impellente quello di comunicare con le persone attraverso la mia musica. “Ovunque” è sicuramente un album che mi somiglia moltissimo, anche se poi la mia musica è sempre in continua evoluzione.

I prossimi 13 e 19 dicembre sarai in concerto in due dei più importanti club del Paese (rispettivamente al Piper Club di Roma ed alla Salumeria della Musica di Milano). Una dimensione sicuramente più intima rispetto ai palazzetti in cui hai affrontato il tour precedente. Come ti trovi in questo contesto e come ti approccerai a questi live? 

L’approccio al live con la mia band è sempre molto energico e molti brani li suono io stesso al piano con loro e da solo. Questi due club sono luoghi di culto della musica e i miei concerti avranno sicuramente dei momenti acustici e intimi ma anche tanta energia.

Tu sei un cantautore, hai cominciato da piccolo a scrivere i tuoi pezzi dopo aver iniziato a suonare il pianoforte. In “Ovunque” hai messo mano a tutti i brani, ma hai avuto modo di collaborare con personalità importanti del panorama italiano e straniero. Mi riferisco, in particolare, a Gary Barlow, da cui hai ricevuto molti complimenti per l’adattamento in italiano di “Tu mi senti (Catch Me)“. Com’è stato collaborare con una star mondiale come lui e quale orgoglio si prova nel sentire da questi una tale stima? 

È stata una bellissima sorpresa. Quando abbiamo mandato la prima stesura a Londra la risposta di Barlow è stata immediata e molto entusiasta. Per me che sono un grande amante del Brit-Pop è stato un vero onore poter avere un suo brano inedito nel mio Album.

Non solo per te stesso, tu hai scritto e scrivi anche per altri tuoi colleghi. Recentemente ho avuto modo di intervistare Francesca Michielin, vincitrice di X Factor 5, con la quale hai collaborato per “Riflessi di me“, che dà il titolo al suo ultimo album. A lei avevo domandato quali erano state le soddisfazioni, ma soprattutto le difficoltà di lavorare a quattro mani e due teste, ora giro la stessa domanda a te. 

Beh, Francesca è una ragazza giovane e, a dispetto della sua timidezza, di grande carattere. Non per niente Elisa ha scelto di scrivere per lei questi brani e di produrre il suo disco. Quando ha scelto me per collaborare a “Riflessi di me” è stato un vero orgoglio. E Francesca ha reso il brano davvero suo in modo personale, tanto da diventare addirittura il titolo dell’intero album.

La tua storia, quella che ti ha portato fino a qua, è nota a tutti: sei approdato al Festival di Sanremo, non è andata bene, hai trovato il tuo riscatto grazie alla vittoria di Amici. In tutte le carriere ci sono momenti alti e bassi, ma non sono molti gli artisti che riescono a parlare ed ammettere quei bassi, è molto più semplice concentrarsi ed esaltare gli alti. Ciò dimostra una tua grande sensibilità e forza d’animo. Da dove viene questa forza? 

Dal mio amore per la musica. A me non interessa dimostrare nulla, io devo dar conto nella mia vita solo alle persone che seguono la mia musica e che vengono ai miei concerti. Tutti sanno la mia storia, anche i momenti bui, perché non ho mai pensato di nascondere niente. La credibilità di un artista credo venga prima di tutto dalla sincerità che ha verso il suo pubblico.

Virginio Simonelli

Abbiamo accennato a Sanremo ed alla tua prima esperienza al Festival. In questo periodo si stanno facendo molti nomi per la prossima edizione 2013 ed uno dei più insistenti sembra essere proprio il tuo, Virginio. Tu hai voglia di tornare all’Ariston, stavolta da Big, e magari chiudere quel cerchio che si è aperto anni fa? 

Mi piacerebbe molto. Sono molto scaramantico, quindi non aggiungo altro. Ma sono pronto.

In “Ovunque” racconti un percorso interiore, ma che si riflette poi nella tua vita e carriera, dalla notte all’alba. Proseguendo sulla metafora, adesso a che punto della giornata di senti: sei arrivato al pieno giorno o ti senti ancora in una prima mattina che ha tutto di fronte a sé? 

Spero di non sentirmi mai alla fine della giornata. Preferisco la notte, dove le luci della città mi avvolgono e io posso aspettare il sole all’orizzonte.

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