Romina Falconi, la cantautrice romana con all’attivo una partecipazione a Sanremo Giovani nel 2007 e una a X Factor nel 2012, oltre ad un tour mondiale come corista di Eros Ramazzotti nel 2009, è pronta a presentare al pubblico il suo nuovo lavoro “Biondologia – L’arte di passeggiare con disinvoltura sul ciglio di un abisso“, il suo secondo disco di inediti, e lo sta promuovendo in giro per l’italia con alcuni talk e firmacopie, come ieri 18 marzo 2019 a Bologna, al SEMM Music Store & More, negozio di dischi che ha ospitato in questa stagione musicale artisti come Salmo, Dente, Colapesce e Umberto Maria Giardini.

Questo nuovo lavoro discografico, interamente scritto da lei e prodotto da Francesco “Katoo” Catitti, è frutto di un lungo lavoro che ha portato a sviluppare un concept album dove, attraverso le dodici canzoni del disco, si parla delle emozioni e ci si affida a una mappa psico-emozionale per parlare di noi stessi, delle nostre debolezze e delle nostr virtù, come viene ben descritto nella prefazione del disco che si può leggere nel booklet: “Questo album è una mappa psico-emozionale di tutti gli schiaffi della vita. Ogni canzone è uno stato emotivo preciso, con un suo suono e una sua voce narrante: quella di un paziente dall’analista. Voglio parlare di emozioni perché sono pure e incontrollabili, così come è puro il paziente che si racconta: non deve avere ragione, non deve essere saggio, vuole solo tornare in piedi. Voglio che chi mi ha scelta non si senta più solo. Ne so qualcosa della solitudine. In certe situazioni si vorrebbe apparire forti, migliori; si vorrebbe sempre avere ragione. Io me ne sono fregata della ragione e ho puntato tutto sulle debolezze umane. Cado a pezzi e chiedo scusa, rido di tutto e di me. Dedico con ferocia questi capitoli a chi, come me, sa che gli eroi non sono quelli invincibili; sono i caduti che hanno saputo insistere”.

Il disco, presentato dai tre singoli “Cadono saponette” dove si parla del pessimismo, “Le 5 fasi del dolore” dove si parla dell’abbandono e “Vuoi l’amante” dove si tratta l’argomento della dipendenza affettiva, è stato presentato in un talk con ospite il collaboratore di lunga data Immanuel Casto, dove i due hanno dato vita a una lunga chiacchierata sul disco, sulle emozioni, sul talento, sulle paure e su quanto sia difficile il mestiere della scrittura musicale. Il termine di psico-pop, coniato per questo disco, muta lentamente tra una chiacchiera e l’altra verso il concetto di pop resiliente, una musica in cui si affronta il dolore con una ironia che conserva però una punta di amaro. Perchè così è che va affrontata la vita. E se c’è della buona musica da ascoltare lungo il tragitto, chi siamo noi per dirle di no?

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