I film ai quali Björk ha partecipato si possono contare sulle dita di una mano e, se è vero che 2+2 non fa 5, il nome del regista danese accusato potrebbe essere già saltato fuori.

Anche la cantautrice islandese ha voluto liberarsi di un peso, accodandosi alla lunga serie di denunce dopo l’esplosione del caso Harvey Weinstein. Il produttore hollywoodiano ha agito indisturbato per oltre 30 anni, abusando del suo potere. Ha raggiunto accordi con alcune attrici, ad altre ha impedito di avere una carriera per essere stato rifiutato. Influente anche politicamente, per esempio ha impedito ad Ambra Battilana di entrare nei ristoranti di SoHo, rendendola persona non gradita. La modella, coinvolta anche nel Rubygate, era stata una delle poche a denunciarlo subito.

Björk ha scritto un lungo messaggio, ricollegandosi al coraggio di molte altre donne che in questi giorni hanno parlato di un ambiente difficile, in cui regna l’omertà. La cantate infatti parla di un regista danese che le ha reso difficile il lavoro e supportato dalla sua crew. Anche lei infatti sostiene che tutti reputavano normali le molestie nel mondo del cinema:

Io cominciai a diventare consapevole: era una cosa diffusa che un regista potesse toccare e molestare le sue attrici quando voleva e che le istituzioni del cinema lo consentissero. Io lo respinsi ripetutamente e lui mi tenne il broncio e mi punì creando tra le persone che lavoravano con lui un’incredibile rete di impressioni negative secondo la quale io ‘ero complessa’. Grazie alla mia forza, il mio grande team e grazie al fatto di non avere niente da perdere non avendo ambizioni come attrice, mi allontanai da quella situazione. Mi preoccupa pensare che altre attrici che lavoravano con lo stesso uomo non lo abbiano fatto. Il regista era pienamente consapevole di questo giochino e sono sicura che il film che ha fatto dopo era ispirato all’esperienza che ebbe con me. Perché io fui la prima che lo affrontò e non gliela fece passare liscia.

A conti fatti, il regista danese in questione dovrebbe essere Lars Von Trier, per il quale Björk ha recitato in “Dancing in the dark” nel 2000. Il film successivo è stato “Dogville“, uscito nel 2003, con protagonista Nicole Kidman nei panni di una giovane donna in fuga da alcuni gangster. La donna viene accolta in un paesino meno accogliente del previsto, dove viene ricattata e ridotta quasi in schiavitù. Von Trier ammise di aver scritto a scrivere “Dogville” in soli 12 giorni sotto l’effetto di alcol e droghe.

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