È online su YouTube il nuovo documentario su Demi Lovato, intitolato “Simply Complicated”.

Si tratta del secondo documentario sulla cantante, una sorta di lungo messaggio di scuse e spiegazioni per i suoi fan. Al primo giro, con “Stay Strong“, Demi Lovato ammette di non essere stata totalmente sincera. Aveva parlato della sua ripresa e del fatto di aver superato finalmente la dipendenza da cocaina ma anche mentre lo girava era sotto effetto delle droghe. Per qualche mese, racconta, ha fatto uso di cocaina quotidianamente. Adesso sono quasi sei anni che Demi Lovato può considerarsi sobria ma in “Simply Complicated” ammette candidamente tutti i suoi errori passati e racconta il suo stato emotivo di allora senza troppi fronzoli.

Ci troviamo di fronte a quella che ormai è una donna intenzionata a inseguire i suoi sogni in modo più sano e che ha trovato altri sbocchi e altre strade per migliorarsi. In passato era una bambina prodigio che, come tutti, ha dovuto fare i conti con i problemi che la vita ti mette davanti. Con la differenza che la Lovato ha dovuto fare i conti sotto i riflettori, in qualità di teen star e punto di riferimento per milioni di ragazzini, senza privacy e sotto una pressione inaudita per una ragazza della sua età.


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Demi Lovato fa risalire i suoi disturbi con alcol e droghe al padre, che ne abusava a suo tempo. Non si mette in discussione una correlazione tra le due cose ma diventa fin troppo facile de-responsabilizzarsi e incolpare qualcun altro delle proprie scelte, delle proprie azioni e propensioni. A volte forse è meglio prenderne atto e affrontare tutto prima che diventi un vero e proprio problema. Certo, Demi Lovato era appena una ragazzina, ha iniziato a fare uso di cocaina a 17 anni. Mai una volta, invece, attribuisce la colpa a qualcuno della sua prematura ascesa al successo, iniziata quando era una bambina. È la madre a sentirsi in colpa per i disturbi di Demi, soprattutto quelli alimentari. La donna si rende conto di aver insistito affinché i figli fossero sempre perfetti e impeccabili, la questione non viene approfondita ulteriormente. Ma quel che è chiaro è che nonostante le sue doti naturali, di certo Demi Lovato a 5 anni non iniziò a partecipare spontaneamente ai concorsi di bellezza. E ormai è risaputo di quanto quell’ambiente sia spietato e competitivo. Si sa anche molto bene quali sono gli effetti della fama e il successo sulle teen star, Demi Lovato è soltanto una delle tante della scuderia Disney ad avere avuto più di un problema, oltre all’abuso di droghe e alcol. Quest’ultimo sembra essere quasi un requisito necessario. Non c’è nessuno tra questi ragazzi che non sia passato in un centro di riabilitazione o non abbia combattuto contro la depressione. Demi Lovato, inoltre, soffre di disturbo bipolare – sempre più frequente nelle nuove generazioni – ma ha avuto le giuste persone dietro, che hanno insistito per prendersi cura di lei. E a un certo punto ha dovuto cedere e affrontare il problema, in particolare quando il manager ha detto che l’avrebbe mollata.

Simply complicated” è il classico documentario che scorre tra le testimonianze di familiari, manager e amici. Demi Lovato racconta di essere stata bullizzata quando era a scuola, una delle ragazze più popolari la insultava per il suo peso e in gruppo la istigavano al suicidio. Un pensiero che l’ha sfiorata più d’una volta. La cantante ha anche mostrato le immagini di quando era all’apice dei suoi disturbi alimentari – bulimia – ed era diventata magrissima. Aveva collezionato foto dei suoi personaggi di riferimento, tutte donne sottopeso. Anche adesso ammette di non aver superato i suoi problemi con il cibo ma di essere più tranquilla sul fronte alcol-droghe. Tra gli argomenti che affronta, come aveva già annunciato, c’è anche quello della sessualità. In “Simply complicated” racconta la fine della sua relazione con Wilmer Valderrama dopo sei anni. E anche in questo caso, in maniera del tutto naturale, ammette di non averla superata, di essere ancora molto legata a lui. Questo non le preclude di vedere altre persone e di non escludere le donne. Iscritta su in sito di incontri bisex, Demi Lovato reclama la libertà di andare a letto con chi vuole e quando vuole.


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Rispetto a “Five foot two” su Lady Gaga, il montaggio è meno elaborato e sensazionalistico e più adatto al formato YouTube. “Simply complicated” scorre rapido tra ammissioni, racconti e apparizioni di personaggi. Le classiche immagini che vedono l’artista impegnata in studio e, last but not least, il ringraziamento ai suoi fan. La scoperta della passione per lo sport e l’allenamento, insieme all’amore dei suoi sostenitori, sono stati il carburante che ha permesso a Demi Lovato di andare avanti e non fermarsi. E di non avere intenzione di fermarsi ancora.

Sembra ormai piuttosto diffusa la necessità di ottenere una sorta di riconoscimento su vasta scala, affrontare i propri problemi aprendosi al mondo intero. Lamentarsi della privacy perduta a causa della vita da personaggio pubblico ma voler rivelare i segreti più scottanti con documentari ad hoc. Alcuni sentimenti, portati al di fuori dalla sfera intima, potrebbero subire distorsioni e di conseguenza cambiare l’approccio con la realtà. Che per noi “comuni mortali” è fatta di problemi come il bullismo e la discriminazione nel quotidiano. Guardare questo, così come altri documentari sulle star internazionali, fa solo pensare che c’è poco da invidiare, se questi sono i risultati di ambizioni troppo precoci e troppo falsate. Meglio la genuinità e la semplicità dei problemi “normali”, meglio rinunciare alla villa a Malibu e smettere di guardare sognanti le luci scintillanti e lo sfarzo di Hollywood. Lo abbiamo capito, lo stiamo capendo, non c’è niente di autentico o che non richieda sacrifici. E, una volta scoperto l’inganno, le vittime di questo meccanismo fanno marcia indietro. Spezzate dalla solitudine e dalle esperienze travolgenti, tanto numerose da essere difficili di assimiliare davvero, sembrano ormai del tutto desensibilizzate. Gli eccessi restituiscono loro un’anomala voglia di normalità che si riduce a questo: esporsi, mettersi a nudo, alla ricerca di emozioni laddove sono sempre state, nel mondo reale, tra la gente.


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