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Pubblicato il luglio 26th, 2016 | da Stefano Pellone

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Polemiche dopo il concerto dei Massive Attack a Firenze

Era molto attesa la data fiorentina alla Visarno Arena del parco delle Cascine del tour mondiale dei Massive Attack e il concerto alla fine ha suscitato la reazione polemica dei tanti fans della band britannica che ha riversato sui social (e in particolar modo su Facebook) la propria rabbia per un concerto che da molti è stato giudicato breve e di bassa qualità.

I migliaia di fans che hanno raggiunto l’ippodromo già si pregustavano un concerto di tutto rispetto ma hanno dovuto fare i conti con la realtà e con i problemi soprattutto alla voce di Robert “3D” Del Naja. Problemi che si sono palesati in tutta la loro natura durante l’esecuzione di “Inertia creeps“: dopo pochi secondi dal suo inizio la canzone è stata interrotta dallo stesso Robert che prima si è scusato col pubblico (“Sorry, I can’t sing this song, maybe next time” – “Scusate, non posso cantare questa canzone, forse la prossima volta”) e che dopo ha abbandonato il palco per qualche minuto lasciando Grant Marshall e gli altri componenti sul palco. Proprio l’episodio ha portato il leader della formazione a scusarsi attraverso la pagina Facebook del gruppo: “Sorry to everyone at the show in Florence tonight – feeling ill and lost my voice a couple of times. Robert (Mi dispiace per tutti quelli che erano allo show a Firenze – Mi sentivo male e ho perso la voce un paio di volte. Robert)”.

Massive Attack 5

Eppure il concerto ha vissuto i suoi momenti molto emozionanti, con l’apparizione di Horace Andy con tanto di stampelle che ha regalato dei brividi al pubblico grazie alla sua performance con la canzone “Man next door” e con la voce come sempre spettacolare di Deborah Miller, il tutto corredato dalle videoscenografie dello spettacolo molto coinvolgenti (da sempre un punto di forza della band simbolo del “Wild Bunch” di Bristol) e basate su temi di grande attualità come immigrazione e terrorismo.

Il secondo problema riscontrato dai fan è stato quello relativo alla durata e alla scaletta del concerto: la performance è durata in tutto 80 minuti scarsi (comprese le pause) e il risultato è stato quello di un live freddo, breve, senza emozione e dove non sono stati eseguiti alcuni dei grandi successi della band come “Teardrop”, “Karmacoma” o “Paradise Circus”. 12 canzoni (più un bis) per una band che da oltre 20 anni bazzica nel mondo della musica sembrano oggettivamente troppo pochi e moltissimi fans in rete hanno chiesto il rimborso del biglietto o una seconda data per ripagare i tanti paganti della delusione. Soluzione molto utopistica, viste le stesse polemiche dopo la tappa milanese del tour avvenuta appena due giorni prima e che non hanno portato a niente. I tanti appassionati romani e napoletani che nei prossimi due giorni assisteranno allo stesso concerto sono avvisati.

 

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