E’ tornato a calcare il palco del Teatro Ariston a due anni dal debutto esplosivo del 2011 tra i Giovani: adesso Raphael Gualazzi è cresciuto ed è a tutti gli effetti uno dei Big del Festival di Sanremo 2013. Nella prima serata di ieri sera, martedì 12 Febbraio, è stato il secondo ad esibirsi, subito dopo Marco Mengoni che ha aperto le danze. Come da regolamento di quest’anno, due i brani proposti, entrambi scritti e composti interamente da lui: “Senza ritegno” e “Sai (Ci basta un sogno)”. Due atmosfere molto diverse sono incarnate in questi due pezzi, ma la cifra compositiva di Gualazzi è riconoscibilissima, così come l’estro e l’originalità cui fino ad adesso ci ha abituati.

Non si smentisce, Raphael Gualazzi: ce lo aspettavamo carico di energia, di eleganza e di emozione e questo abbiamo trovato nella sua performance di ieri sera, la prima per questa 63esima edizione del Festival della Canzone Italiana. Tra i due brani proposti, il televoto del pubblico ed i giornalisti della sala stampa hanno decretato che a proseguire la gara saràSai (Ci basta un sogno)” con il 62% dei voti.

Raphael Gualazzi - Screenshot
Raphael Gualazzi – Screenshot

Due brani molto diversi, sebbene la base sia la medesima: in entrambe le esecuzioni Raphael Gualazzi è rimasto dietro al proprio pianoforte, suo strumento principe da cui le canzoni vengono fuori, ma anche elemento feticcio dietro al quale il cantautore riesce a trovare piena sicurezza di sé e dei propri mezzi. “Senza ritengo” si presenta come il più giocoso tra i due, mentre “Sai (Ci basta un sogno)” è carica di quelle atmosfere da club in cui il jazz trova sua massima espressione. L’immagine che evoca è quella di un bancone in penombra di un bar ed un uomo lì seduto con un bicchiere di whisky tra le mani.

Ciò che realmente manca a Raphael Gualazzi è la voce: non è affatto il suo punto di forza, lo sappiamo, ma buona parte del grande pubblico riesce mal a tollerare la sua imprecisione in alcuni passaggi chiave dei pezzi. E a nulla serve sottolineare la qualità artistica alta degli stessi.

Giudizio complessivo:

In questo Festival di Sanremo 2013 Gualazzi porta esattamente se stesso, nel bene e nel male, senza condizionamenti e senza filtri. Sebbene la critica lo apprezzi molto, il vero ostacolo per la vittoria potrebbe essere il giudizio del grande pubblico, che talvolta riesce a digerire con difficoltà non tanto il genere musicale in sé per sé, quanto la sua esecuzione. La qualità dei brani è alta, ma su questo non avevamo alcun dubbio.

Voto: 6.5

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