“It’s the same old theme since 1916”. Se un Paese viene sconvolto da una serie di eventi traumatici, questi andranno ad influenzarne la cultura e la società, anche nei decenni a venire.

Il 30 gennaio 1972 a Derry, nell’Irlanda del Nord, la protesta dell’IRA aveva raggiunto il suo apice, nel frattempo l’Irish Republican Army aveva subito una scissione. In quel giorno di fine gennaio, la Bloody Sunday (“domenica di sangue”), l’esercito britannico aprì il fuoco contro una folla di manifestanti. Erano persone che manifestavano per i diritti civili e, come fu riportato in seguito, erano disarmate. Volevano che la guerra finisse, purtroppo tredici di loro persero la vita. Sulla vicenda di Derry è stato realizzato un film e il celebre brano degli U2. Lo scontro tra Regno Unito e Irlanda del Nord era una questione già vecchia nel 1972, tanto che molti artisti – incluso Paul McCartney – utilizzarono i mezzi a loro disposizione per protestare. La violenza non ebbe fine con la Bloody Sunday, ma continuò ancora a lungo, colpendo indistintamente chi si era schierato e chi no, bambini, anziani, le diverse fazioni.

Nel 1993 la situazione non era cambiata e l’Irlanda del Nord era ancora sommersa dalla violenza. Il 20 marzo di quell’anno l’IRA fece un attentato a Warrington, nel Cheshire, in Inghilterra. Due ragazzini, Jonathan Ball e Tim Parry, persero la vita a causa di una rabbia ceca, che ormai non faceva più distinzioni. Dolores O’Riordan, colpita dalla vicenda e consapevole della situazione dell’Irlanda del Nord, scrisse “Zombie“. La scrisse perché era impensabile che in così tanti anni non fosse arrivata una tregua e che a rimetterci fossero dei ragazzini e, come loro, molte altre persone innocenti, che alla guerra si erano opposte. Uscita nel secondo album dei Cranberries, intitolato “No need to argue“, “Zombie” diventò subito un successo clamoroso. Uscì ufficialmente il 12 settembre 1994, un mese prima i Cranberries l’avevano proposta al loro pubblico a Woodstock. Il 31 agosto del 1994 l’IRA dichiarò il cessate il fuoco dopo 25 anni di conflitto. Negli intenti di Dolores O’Riordan c’era quello di richiamare la pace tra Irlanda del Nord e Inghilterra, oltre che quello di denunciare le conseguenze di quanto stava accadendo. Nel celebre video di “Zombie“, infatti, si vedono molti bambini, alcuni di loro tengono delle armi in mano. Il videoclip è stato diretto da Samuel Bayer, che andò a Belfast per reperire del materiale utile per realizzare il video. Le scene sono realizzate con veri soldati britannici e bambini del luogo e si alternano alla visione di Dolores, ricoperta d’oro e circondata da bambini, in uno scenario con forti richiami religiosi. Fu proprio la O’Riordan ad avere l’idea di farsi dipingere completamente d’oro, voleva che fosse un messaggio simbolico e che segnasse anche un contrasto con la terribile situazione che il brano avrebbe dovuto denunciare.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.