Correva l’anno 1971, l’anno in cui Tomlinson inventava l’e-mail, i Beatles si scannavano in tribunale per questioni patrimoniali mentre a luglio Jim Morrison moriva, intanto i Pink Floyd registravano lo storico concerto di Pompei, gli USA bandivano gli spot sulle sigarette e continuavano a mandare soldati in Vietnam e i Led Zeppelin pubblicavano “Led Zeppelin IV“.

Quello che è considerato uno dei migliori album di tutti i tempi, quello della copertina concettuale dell’Eremita, di “The Battle of Evermore” che cita Tolkien ma soprattutto quello di “Stairway to heaven“. Uno dei brani più analizzati di tutti i tempi, che contiene uno dei migliori assoli della storia del rock. “Stairway to heaven” non è stato mai pubblicato come singolo allora, ma ha ottenuto un enorme successo ed è un vero e proprio must per gli amanti della musica. Fu scritto da Jimmy Page e Robert Plant, “Led Zeppelin IV” usciva l’8 novembre del 1971 ma già diversi mesi prima, a marzo, il gruppo britannico l’aveva eseguita dal vivo, senza suscitare troppi entusiasmi tra il pubblico e, in seguito, tra i critici. A lungo andare Robert Plant non fu così contento di eseguirla molto spesso ma è uno dei brani più amati dal pubblico ed è sempre stato tra i più richiesti. Mentre Page lo adora, Plant disse che il suo brano preferito era “Kashmir“. Come dicevamo, “Stairway to heaven” è un pezzo misterioso, che è stato interpretato in vari modi. Parte del mistero deriva dal fatto che sia una canzone piena zeppa di ispirazioni e citazioni, già a partire dal titolo, che potrebbe derivare dalla Bibbia.

La spiritualità e l’esoterismo

I Led Zeppelin, come molte altre band del periodo, lasciavano ampio spazio alla spiritualità, sia nella loro vita privata che nei loro brani. Robert Plant disse di aver scritto il brano praticando la scrittura automatica, è probabile che stesse meditando e che fosse in trance, ma l’origine del brano e tutto il simbolismo che gli ruota attorno non è stata mai chiarita. A contribuire al suo successo è stata anche la nota passione di Jimmy Page per l’esoterismo, il chitarrista è sempre stato un grande fan di Aleister Crowley e questo dettaglio fu usato spesso per interpretare “Stairway to heaven” così come altri brani della band. Non solo, i Led Zeppelin sono stati accusati anche di satanismo per questa canzone (ma pare sia una tappa obbligatoria per ogni band che si rispetti). Ci sono alcune persone convinte che “Stairway to heaven” contenga messaggi subliminali e che ascoltando una parte del testo al contrario si possa sentire un vero e proprio inno a Satana. C’è una scala che porta verso il Paradiso nel titolo, ma in realtà la canzone sarebbe riferita al demonio in persona? Ovviamente sia Page che Plant hanno sempre negato questa versione ma anche questa accusa “scandalosa” ha contribuito senz’altro ad accrescere la fama del pezzo. Anzi, all’epoca Plant – sommerso dalle domande sul significato – disse che lui stesso interpretava la canzone in vari modi, a seconda del suo umore. Per la cronaca, in un’altra intervista dichiarò che quando la scrisse era davvero di pessimo umore.

L’esoterismo non è da escludere del tutto, perché Robert Plant scrisse il brano poco dopo aver letto “The magic arts in Celtic Britain” di Lewis Spence. Si tratta di un libro che parla di pratiche occulte ben radicate nella cultura celtica e le citazioni in effetti non mancano in “Stairway to Heaven“, come il pifferaio e la regina di Maggio. La letteratura e la poesia hanno sempre avuto un ruolo importante nella discografia dei Led Zeppelin (come gli “anelli di fumo tra gli alberi”, che potrebbero essere un riferimento a Gandalf) ma secondo alcuni il pifferaio/piper della canzone non ha molto a che fare con l’opera di Spence, potrebbe essere invece un diavolo tentatore. Nel brano vengono menzionati due sentieri tra i quali è possibile scegliere, che nella maggior parte delle interpretazioni sono stati considerati la scelta tra bene e male. Il “pifferaio che chiama per unirti a lui” sarebbe proprio Satana, che vuole invitare chi ascolta a seguire il sentiero del male. Tra ipotesi di vita ultraterrena e riferimenti all’anti-capitalismo, “Stairway to heaven” è stato visto tramite le chiavi di lettura più disparate, tanto che alla fine una vera e propria non c’è. L’unica parte chiarita è stata quella iniziale, ovvero una ragazza che continua ad accumulare ricchezze e che non restituisce mai nulla in cambio, convinta di essersi aggiudicata “la scala per il paradiso”. Quasi quasi ci viene un dubbio: e se l’unica interpretazione azzeccata fosse quella anti-capitalista?

foto via walldevil

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