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Pubblicato il dicembre 20th, 2011 | da Stefano Pellone

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“Sotto falso nome”, l’esordio dei Marcel Gris

Nel panorama musicale italiano c’è un nuovo nome per quanto riguarda la musica rock anni ’70: questo nome è Marcel Gris. I Marcel Gris nascono a Napoli nel 2010 dall’idea di Andrea Saggiomo (voce) che ha trovato d’accordo Carlo De Luca (chitarra), Walter Marzocchella (batteria), Pasquale Perna (basso) e Luca “Blues” D’Ambrosio (synth). Idea molto semplice: trasformare molte serate di ragionamenti e di musica nei locali, nei salotti, nelle sale prove e nei box auto in qualcosa di più, in un progetto musicale che abbracciasse le passioni dei componenti della band, che spaziano dal rock anni ’70 alla sperimentazione elettronica, con un’impronta molto personale. Idea che ha portato anche alla vittoriosa partecipazione della band al Nano Music Festival 2010 (2° Classificato) e al Tekila Sound Contest 2011 (1° Classificato).

Dopo una prima fase che vede Andrea impegnato da solo nella scrittura e nell’arrangiamento dei brani, la band comincia a prendere sempre più parte alla composizione dei pezzi, trasformandosi in un discorso a 10 mani e portando alla creazione di “Sotto falso nome“, primo EP della band completamente autoprodotto e curato dalla band in tutto il processo di creazione, dalla registrazione al packaging: questo mini-album di esordio può essere considerato una sorta di manifesto della loro musica e degli stimoli da cui essa nasce, grazie alle 5 tracce che lo compongono, tracce dal ritmo energico e carico senza però trascurare la cura della melodia e delle tracce vocali, dimostrandosi un valore di pregio.

Marcel Gris "Sotto falso nome" | &copy artwork sito ufficiale

Anche i testi delle canzoni sono molto ben curati, acute riflessioni sulla condizione dell’uomo qualunque immerso in una difficile realtà (“Il mio nemico”), sospeso tra guarigione e malattia (“Ancora no“). Anche le restanti tracce dell’EP, “L’era glaciale“, “Spettattore” e “La fine dopo il bip“, parlando della società di oggi, con uno sguardo lucido e attento, quasi crudele, sulle debolezze del mondo moderno.

Davvero un ottimo lavoro di esordio per una band che speriamo faccia parlare di sé nel prossimo futuro.

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