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Pubblicato il marzo 8th, 2013 | da Stefano Pellone

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Stratovarius: “Nemesis”. La recensione

Stratovarius: “Nemesis”. La recensione Stefano Pellone
Voto Melodicamente

Summary:

3.25

Buon Album


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Chi ha un po’ più di anni come me ricorderà sicuramente gli Stratovarius, formazione power metal proveniente dal grande freddo della Finlandia ma capaci di canzoni degne di note e di note nel corso dei suoi ormai quasi trent’anni di carriera. Ebbene, questi 5 giovanotti, guidati dalla potente voce di Timo Kotipelto, sono tornati in studio ed hanno sfornato un nuovo disco, “Nemesis“.

Ed è anche un gran bel disco, che credo piacerà molto agli appassionati del genere e che non farà storcere il naso a chi non ama chitarre potenti, voci che sfiorano le aquile e batterie pestone. Gli Stratovarius escono con un nuovo album di 11 inediti che colpiscono nel segno.

Dopo un primo ascolto si rimane piacevolmente colpiti soprattutto dalla grande variabilità delle canzoni: si passa dal power metal duro e puro del brano di introduzione “Abandon” al metal più tastieristico di “Unbreakable” senza dimenticare l’hard rock di “Stand my ground“. Ma gli Stratovarius sanno anche guardare al mondo musicale moderno e suonare pezzi come “Halcyon Days” e “Fantasy“, che sembrano usciti dalla mente di gruppi come Within Temptation e Nightwish.

Stratovarius – “Nemesis” – Artwork

Il disco contiene anche pezzi più “classici” come “Out of the fog” e “Dragons“, con una fortissima matrice power metal, e l’immancabile pezzo “lento”, in questo caso “If the story is over“, pezzo preceduto da un assolo di organo. La title track in questo disco è la traccia finale e direi che riassume bene in sei minuti e mezzo sia tutto il disco che lo stile proprio degli Stratovarius: power metal pieno di tastiere e cambi di tempo con gli immancabili cori epici ed il finale quasi gregoriano.

Un disco che piacerà come già detto prima sicuramente ai fans della band e agli amanti del power metal ma che credo non dispiacerà anche agli altri, visto che in questo lavoro di “divagazioni” strumentali e di pezzi lunghissimi con assoli infiniti non ce ne sono. Ed è un pregio grandissimo, per un lavoro di power metal.

Voto:Dite la vostra!

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