Christina Grimmie, giovanissima cantante molto nota in America per aver partecipato all’edizione Usa del famoso talent show The Voice, è morta in ospedale dopo che un uomo le aveva sparato al termine del suo concerto a Orlando, in Florida.

La dinamica sembra abbastanza chiara: attorno alle 22:45 locali la Grimmie e la sua pop-punk band Before You Exit stavano firmando autografi dopo il concerto ad una sessantina di fans quando un uomo si è avvicinato e le ha sparato. Il fratello di Grimmie è riuscito a bloccare l’uomo poco dopo lo sparo, ma lo stesso si è suicidato sparandosi: la cantante è stata trasferita in un ospedale locale dove purtroppo non è sopravvissuta.

La polizia ha identificato l’autore dell’omicidio in Kevin James Loibl, 27 anni, di San Petersburg, a circa 100 km da Orlando: Loibl non aveva precedenti e sono ancora ignoti i motivi alla base del gesto. La famiglia dell’aggressore ha lasciato una nota scritta sulla porta di casa: “Esprimiamo il più grande dolore per la perdita alla famiglia, agli amici e ai fan della molto talentuosa e amata Christina Grimmie. Nessun altro commento“.

E’ solo l’ultimo di una lunga lista di episodi mortali che sono successi negli ultimi tempi durante o dopo un concerto, partendo dall’attentato terroristico al Bataclan a Parigi durante l’esibizione degli Eagles of Death Metal fino ad arrivare all’aggressione dietro le quinte del concerto del rapper T.I. a Manhattan con un morto e 3 feriti e alla spataroria avvenuta in un’area concerto a Nenzing in Austria che è costata la vita a due persone e ne ha ferite altre 11. Forse l’allarme lanciato qualche tempo fa dalla polizia londinese riguardo la pericolosità dei concerti come possibile e naturale valvola di sfogo per attentati di stampo terroristico non era del tutto esagerata, visto il susseguirsi di macabri eventi nel giro di pochissime settimane.

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