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Pubblicato il settembre 3rd, 2012 | da Greta C

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Gli animalisti attaccano Lady Gaga e Rihanna

La People for the Ethical Treatment of Animals, meglio conosciuta come PETA, organizzazione no profit a sostegno dei diritti degli animali, si è scagliata contro Lady Gaga e Rihanna, accusate di amare fin troppo le pellicce vistose e i vestiti fatti di pelle degli animali. La cantante delle Barbados, recentemente è stata fotografata con stivali realizzati con pelle di serpente mentre Lady Gaga è stata ritratta con una vistosa pelliccia mentre portava a spasso un piccolo cagnolino. La Peta ha subito risposto con vari comunicati da parte del portavoce ufficiale facendo notare che alla base del loro utilizzo smodato di questi abiti c’è ignoranza. Le parole rilasciate dalla PETA infatti vanno subito al punto: a Rihanna viene spiegato che, forse lei non sa, il fatto che i serpenti vengono uccisi inchiodati a un albero e scuoiati vivi per realizzare i suoi amati stivaletti mentre Lady Gaga sembra ormai un caso irrecuperabile, per la PETA.

Lady Gaga

Lady Gaga | © Graham Denholm/Getty Images

L’associazione prosegue nella sua invettiva contro le due star, dicendo che indossare pelle di rettile è raccapricciante e insensibile e le fa sembrare ancora più fuori dal mondo di quanto già siano. La PETA conclude dicendo che le due cantanti dovrebbero affermarsi per il loro talento, mentre proseguono nel loro tentativo di essere riconosciute per il loro stile, venendo però derise da tutti.

La cantante delle Barbados era stata fotografata con gli stivali incriminati dal Daily Express e le foto hanno immediatamente fatto il giro del mondo anche grazie al giro in Vespa per Londra. Rihanna, come solito, ha sorriso alle telecamere posando su di una Vespa color verde acqua e sfoggiando proprio gli eccentrici stivali. Insomma, la giovane cantante è sempre più al centro dell’attenzione per le sue trovate che però nel mondo lavorativo non sono sempre gradite. Il brand Nivea, infatti, ha recentemente licenziato in tronco Rihanna rea di essere troppo volgare per l’immagine del marchio.

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