La Musica Fa 80 Men At Work

Pubblicato il ottobre 24th, 2011 | da Stefano Pellone

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La musica fa 80 – Men at Work

Signore e signori, benvenuti ad una nuova puntata della rubrica “La musica fa 80”. Oggi parleremo di un gruppo che ha reso famoso non un paese, ma un intero continente, l’Australia. Quindi chapeau e diamo un grande benvenuto ai Men at Work. I Men At Work nascono nel 1978 da Colin Hay, emigrato scozzese, e Ron Strykert, che trovano subito il batterista Jerry Speiser e il tastierista Greg Sneddon, con un passato di prog-rock. All’inizio il gruppo non aveva nome ma poi scelse di chiamarsi Men At Work e cominciò a lavorare ai suoi pezzi nello studio musicale Riff Raff, un piccolo studio di registrazione a basso budget. Sneddon lascia subito il gruppo per essere poi rimpiazzato alla fine del 1979 dal sassofonista/flautista/tastierista Greg Ham. L’ingresso del bassista John Rees completa definitivamente la band.

Men At Work

Nel 1981, la Columbia Records scrittura i Men at Work e il loro secondo singolo, “Who can it be now?”, raggiunge la prima posizione delle chart australiane. Il singolo successivo, una versione rimasterizzata di “Down under“, e il loro album di debutto, “Business as usual”, raggiungono entrambi la prima posizione sia in Australia che in Nuova Zelanda. Nonostante avessero un produttore americano come (Peter McIan), la Columbia Records americana si rifiuta di promuovere il disco negli USA e solo la caparbietà del management della band fa sì che il disco venga distribuito in Inghilterra ed in America sei mesi dopo l’uscita in Australia, dando alla band la possibilità di esibirsi come spalla dei Fleetwood Mac. Tanta caparbietà alla fine viene premiata: “Who can it be now?” arriva al primo posto negli USA e il disco “Business as usual” rimane per 15 settimane al primo posto nella US album chart, aprendo la strada al successo del secondo singolo, “Down under”, e diventando la prima band australiana ad avere il disco e il singolo al primo posto sia in America che Inghilterra. Il singolo successivo, “Be good Johnny” riceve un accoglienza però più tiepida. Nel 1983 i Men at Work vincono un Grammy Award come “Best New Artist” nel 1983 scavalcando Asia, Jennifer Holliday, The Human League e Stray Cats. Nello stesso anno, vincono in Canada un Juno Award come “International LP of the Year“. La band ultima il suo secondo disco, “Cargo”, nell’estate del 1982 ma attende prima di darlo alle stampe per l’enorme successo dell’album di debutto. Anche questo disco raggiunge la prima posizione in Australia e la terza nella Billboard 200 Album Chart, e dallo stesso vengono estratti tre singoli, “Overkill“, “It’s a mistake“, and “Dr. Heckyll and Mr. Jive“. Alla produzione del disco segue un tour estenuante che costringe la band ad un lungo periodo di riposo nel 1984. Alla fine di questo periodo, il management licenzia Jerry Speiser e John Rees, lasciando ai tre membri rimanenti, Hay, Ham e Strykert, la fatica di produrre il terzo disco, “Two hearts“, che raggiunge la 50esima posizione nella classifica, nonostante i quattro singoli estratti dal disco (“Everything I need”, “Man with two hearts”, “Maria” e “Hard luck story”). Il disco rappresenta una svolta rispetto ai lavori precedenti, con i sintetizzatori e le drum machine a farla da padrone, limitando di molto la presenza del sassofono di Ham, e vede la fuoriuscita dal gruppo di Strykert, fuoriuscita che costringe i due membri rimanenti, Hay e Ham, a reclutare nuovi componenti della band per il tour susseguente, come Chad Wackerman e Kate Ceberano. I Men at Work partecipando al Live Aid con tre canzoni, “Maria“, “Overkill” e l’inedito “The longest night“, seguiti da Seven Network, Nine Network, ABC e MTV USA, ma perdono anche Ham e ad Hay non resta che dichiarare conclusa l’avventura dei Men at Work alla fine del tour del 1986. Nel 1996, dopo 10 anni di assenza, Hay e Ham si riuniscono sotto il nome di Men at Work per fare un tour in Sud America, insieme al chitarrista Simon Hosford, al bassista Stephen Hadley e al batterista John Watson. Il tour culmina nel release a livello mondiale di un CD, “Brazil” che contiene anche la bonus song “The longest night”. La band gira il mondo dal 1998 al 2000 e suona la canzone “Down under” alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi del 2000 a Sidney, raggiungendo la stessa popolarità di Paul Hogan, “Mr. Crocodile Dundee”. Nel febbraio del 2010, la Larrikin Music Publishing vince una causa contro il gruppo per l’appropriazione indebita del motivo suonato dal flauto di “Down under”, tratto da “Kookaburra“, pezzo scritto originariamente da Marion Sinclair nel 1934, grazie ad una segnalazione di una trasmissione televisiva, “Spicks and Specks“. La Larrikin ottiene il 5% dei diritti passati e futuri legati alla canzone. Una curiosità: i Men at Work sono riusciti a vendere oltre 30 milioni di copie.

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