È uscito da pochi giorni il nuovo album di Miley Cyrus. La popstar ha 28 anni ed una carriera incredibile alle spalle, con questo album sembra aver raggiunto una certa maturità ed è passata a sonorità un po’ più rock rispetto al passato. Un album più maturo rispetto ai precedenti sì, ma con ancora del lavoro da fare. Non è la Miley Cyrus di Hannah Montana e nemmeno quella di Wrecking Ball, non è quella influenzata dalla madrina (e che madrina) Dolly Parton: qui c’è Stevie Nicks, la strega bianca. Nel complesso, “Plastic Hearts” è un lavoro in cui si fondono le passioni musicali di Miley Cyrus, tra brani più aggressivi e altri più malinconici e romantici. Oltre a mostrare l’immagine di una donna indipendente, forte, che non teme il giudizio degli altri e non ha paura di andare avanti, c’è un altro messaggio di fondo. Lo ha già detto chiaramente anche Miley Cyrus, è un pensiero rivolto ai suoi ex, e non è dei più gentili.



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5. Gli anni Ottanta

Come già detto, gli anni Ottanta sono l’influenza principale di “Plastic Hearts”, una delle prove più evidenti è la cover di “Heart of glass” di Blondie.

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