Quando mi chiedono che musica fanno i “toys” mi piace rispondere che se esistessero ancora i Beatles, suonerebbero così. Ma questo non perché gli …A toys orchestra suonino una musica particolarmente simile a quella dei FabFour, anche se a tratti possono ricordarli, ma proprio perché è ciò che esattamente mi viene da pensare ogni qualvolta mi capiti la fortuna di vederli suonare dal vivo.

la copertina di RITA LIN SONGS
A Toys Orchestra - RITA LIN SONGS - Artwork
Una cosa nata semplicemente così e che sono convinto possa calzare a pennello. Forse anche solo una semplice scorciatoia per evitare le solite etichette annidiate sotto la macrocategoria “indie”. O forse un modo per far capire al mio interlocutore che i quattro ragazzi di Agropoli non sono il solito gruppetto da festa di paese ma sono, e si meritano di essere, qualcosa di più. Senza troppa presunzione, ma nemmeno con troppa timidezza, salgono su qualsiasi palco e da lì diffondono energia e potenza. L’anno scorso sono riusciti a bissare quel capolavoro di disco, datato 2007, che era “Technicolor Dreams“, senza voltare pagina ma allo stesso tempo senza incappare nella trappola di riscrivere lo stesso libro. Mi piace pensare che, quel libro, l’abbiamo preso, capovolto, strappato, ricucito, cancellato, distrutto e poi ricostruito in una maniera differente senza dimenticare ciò che più è importante: l’anima. “Midnight Talks“, uscito lo scorso anno, è proprio questo. Un album sostanzialmente diverso dal precedente. Coerente ma diverso; che prende un sentiero differente pur seguendone il cammino. Un nuovo capitolo della saga “toys” insomma. Saga che ora vede aggiungersi un nuovo paragrafo, come sempre coraggioso e stravagante, intitolato “RITA LIN SONGS“. L’EP è disponibile, fino al 24 Maggio, in streaming e download gratuito su SoundCloud, e contiene 6 tracce delle quali 3 inedite, una cover di “the Chauffeur” dei Duran Duran, una versione “Recycle” di Plastic Romance e quella di  Celentano in italiano. A costo di ripetermi, mi vedo costretto, o forse semplicemente perché mi vedo dar ragione, in alcuni passi di quella dolce e piacevole Day by Day, mi ritrovo nuovamente davanti agli occhi i Beatles, quelli delicati di “Michelle”; ma non come plagio, anzi. Come prosecuzione naturale di quello che è stato, indiscutibilmente, uno dei gruppi più influenti della storia. The Fisherman’s Psalm porta il nome del Salmo 23 dell’Antico Testamento, forse più noto come Salmo del Buon Pastore, che già ispirò musicisti come Bach e Schubert, nella musica classica, Duke Ellington, Pink Folyd (“Sheep” nell’album Animals), Patti Smith, ma anche Marilyn Manson, Tupac, Megadeth, Offspring, in quella leggera, e che fece da introduzione alla canzone “Jerusalem” nei live di Alpha Blondie. Ennio Morricone, di quel salmo, ne musicò il testo del quarto verso per la colonna sonora del film “Jona che visse nella balena”, e la canzone, Gam Gam, divenne piuttosto famosa, fino a essere remixata per farne una hit disco; in realtà è un canto che gli ebrei intonano durante lo Shabbat. I Toys trovano in questa Fisherman’s Psalm una malinconica ballata, una sorta di valzer dalle sonorità gitane e dal retrogusto solenne. Il terzo inedito invece si intitola Noir Dance, ed ha, come suggerisce il titolo stesso, un’ambientazione noir ma con una strizzata d’occhio, nel finale, a quel sound tanto caro ai toys che ben si accosta alle sonorità più brit della band.
Rita Lin Songs by a toys orchestra Un regalo davvero prezioso reso possibile anche grazie alla collaborazione di Enzo Cimino (Mariposa), Andrea Appino (Zen Circus), Rodrigo D’Erasmo (Afterhours) e Fausto Ferrara (ex Toys), in vista del nuovo album della band in arrivo in ottobre. Ma non è tutto. In occasione del lancio dell’EP, i toys orchestra, hanno presentato anche il video di “Backbone Blues“, tratto da Midnight Talks, che vede Graziano Staino alla regia e Francesco Sonnati al montaggio e post produzione per Morgana Film. Nel video si vede uno strano personaggio femminile, a metà tra il pagliaccio e il Joker del “Cavaliere Oscuro” di Christopher Nolan, ballare in modo bizzarro al centro della pista di un locale sotto gli occhi del gruppo, intento a suonare, e degli avventori che, invece, partecipano attivamente alla scena. Scena che poi si trasforma in scenario inquietante di eccitazione, violenza e sangue. Aspettando l’autunno, quando come detto arriverà il nuovo capitolo della saga, non ci resta che godere di quello che abbiamo. Backbone Blues – Video

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