La SIAE, la Società Italiana degli Autori ed Editori, e Assomusica, l’associazione degli organizzatori di concerti dal vivo, finiscono sotto la lente dell’Antitrust, l’authority presieduta da Giovanni Pitruzzella, che ha aperto un’istruttoria nei loro confronti per accertare eventuali condotte abusive o lesive della concorrenza nel settore della gestione e dell’intermediazione dei diritti d’autore. I funzionari dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di finanza, hanno oggi eseguito diverse ispezioni nelle sedi della SIAE e di Assomusica.

La denuncia parte da due società rivali, Soundreef, la startup londinese che, tra i suoi iscritti, ha cantanti come Fedez, Gigi D’Alessio, Nesli e Fabio Rovazzi, e Innovaetica srl, e la scelta dell’Authority viene spiegata in un documento di 26 pagine: il procedimento “è stato avviato a seguito delle segnalazioni di alcune imprese che offrono in Italia servizi innovativi alternativi a quelli del monopolista nazionale, al fine di verificare se le condotte di Siae abbiano l’effetto di escludere ogni concorrenza dai mercati oggetto di indagine, ostacolando le attività degli operatori nuovi entranti e riducendo così anche la libertà degli stessi autori ed editori di scegliere a quale collecting associarsi o richiedere servizi, anche solo di carattere accessorio a quelli di intermediazione del copyright”.

Nel documento viene spiegato come siano stati segnalati all’Antitrust pressioni da parte della SIAE verso vari autori per dissuaderli a conferire mandato ad altre società e come siano arrivate minacce volte a non far “pagare a collecting diverse la quota parte di royalties ad essere spettanti”: “La Siae applicherebbe condizioni – economiche e non – diverse e più convenienti, determinando così ingiustificati vantaggi in favore di talune categorie di imprese (per esempio, quelle associate ad Assomusica) e sembrerebbe determinata a pretendere accordi di rappresentanza reciproca da tutte le collecting, impedendone così l’attività di licenza diretta sul territorio italiano per il repertorio dei rispettivi artisti.” Inoltre la SIAE avrebbe preteso le fee anche da artisti non più iscritti al suo registro.

L’Antitrust ha allargato i suoi controlli anche ad Assomusica per accertare se “abbia posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza tramite l’adozione di linee guida che indicano alle imprese associate di non stipulare accordi di licenza, né corrispondere compensi a società di gestione concorrenti di Siae”.

Il Direttore Generale della SIAE Gaetano Blandini si dichiara tranquillo (“La nostra è una società trasparente e tranquilla, come sempre collaborativa con le istituzioni. Finalmente si farà chiarezza”) e la SIAE affida la sua risposta ad una breve nota scritta: “È stata avviata un’indagine da parte dell’Antitrust sulla base di una denuncia per abuso di posizione dominate. Siae sta fornendo e ha interesse a fornire la massima collaborazione ed è fiduciosa sugli esiti dell’istruttoria.”

Soddisfazione espressa da Davide D’Atri, amministratore delegato di Soundreef: “È un atto importante che mira a ripristinare la legalità in questo settore nel nostro Paese. L’Autorithy riconosce una liberalizzazione che è nei fatti del mercato e che la politica continua a negare con provvedimenti confusi. La SIAE agisce sempre più in maniera nervosa e scorretta nei confronti di Soundreef, degli utilizzatori e degli ottomila autori che l’hanno lasciata negli ultimi 18 mesi.”

La vicenda assume anche connotati politica in quanto molti lamentano come il recepimento italiano della Direttiva Barnier sia insufficiente e lacunoso. Questa Direttiva del 2017 sollecitava i Paesi dell’Unione europea a riconoscere che la gestione dei diritti d’autore è a tutti gli effetti un servizio e perciò soggetto alla libera circolazione tra gli Stati rendendo così un artista libero di iscriversi a qualsiasi società di raccolta dei diritti in Europa ma Roma ha anche confermato l’esclusiva di SIAE nella riscossione del denaro in Italia e questo potrebbe portare l’Unione europea ad intervenire in futuro con una procedura d’infrazione. Da tempo il Movimento 5 Stelle ha depositato una legge Stop Siae, come dichiara Sergio Battelli: “Il monopolio della Siae deve essere abolito, così come previsto da una nostra proposta di legge già depositata alla Camera, a prescindere da quale sarà l’esito dell’istruttoria aperta dall’Antitrust nei confronti della Siae per abuso di posizione dominante. Due gli obiettivi principali: garantire più trasparenza e partecipazione nella gestione dei diritti d’autore e redistribuire in maniera più equa i compensi raccolti.” La proposta dei pentastellati prevede l’istituzione dell’Autorità di garanzia degli autori e degli editori (Agae), cioè di un ente di vigilanza specifico per il settore in modo da dare regole chiare e precise al mercato ed evitare così il far west della liberalizzazione spietata, creando così nuove opportunità per le tante Pmi italiane.

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