Beck rientra in quella schiera di artisti la cui camaleontica identità influenza un’intera produzione musicale. Laddove i confini di genere sembrano piuttosto labili, l’etichetta “pop” riesce quasi sempre a risolvere qualsiasi dubbio. “Colors” è il tredicesimo album di Beck, lavoro che dimostra ancora una volta quanto l’artista californiano sia tra le ultime personalità eclettiche e outsider rispetto un esercito di musicisti la cui vocazione sembra proporre sempre la stessa musica. Dove è finito il funk? Dove è andato il country dell’acclamatissimo “Morning Phase“? Di certo non in “Colors”. Colorato, immediato, semplice e popolare, questi gli aggettivi che accompagnano il disco tanto aspettato di un Beck tornato in auge dopo i Grammy aggiudicati con Morning Phase. Tre lunghi anni dividono l’ultimo arrivato dal predecessore, periodo in cui però non siamo rimasti con il fiato sospeso, anzi, abbiamo avuto a piccole dosi un’anticipazione di “Colors”.

Beck – Colors – Artwork

Ogni album di Beck non ha nessun legame con il precedente, se non un background sonoro ricercato e curato nei minimi dettagli anche quando il genere non è di nicchia ma è destinato a tutti. Confezionare un album pop nel periodo di maggiore diffusione del genere è sicuramente una mossa azzardata, ma quando a farla è un’artista attivo da circa un quarto di secolo le carte in tavola cambiano. “Colors” è sicuramente un album interessante, andrebbe collocato nella top 10 degli album usciti nel 2017, ma non prende al primo ascolto. Un disco inaspettato, e in quanto tale, viene apprezzato solo dopo svariati ascolti. Beck per l’occasione si è affidato ad un amico di vecchia data, il suo ex tastierista Greg Kurstin attualmente figura dietro il successo di Adele e tanti altri volti pop.

L’ascolto non è banale, ogni singolo brano sembra essere stato studiato per far scuotere la testa e canticchiare, lontani anni luce da “Loser” e successi come “Devils Haircut“. Il file rouge in questo caso non è il genere né il modo, piuttosto Beck ha sempre garantito degli standard musicali altissimi, ed è per questo che lo ritroviamo puntualmente in classifica nel periodo di uscita dei suoi album. “Colors” è il giusto prodotto contemporaneo, adeguato alle esigenze e gli ascolti leggeri di questo preciso periodo storico.

Un inno alla gioia, alla spensieratezza e alla libertà, alla leggerezza di una fotografia colorata. Il lavoro sembra ben riuscito, ma per il prossimo capitolo della sua storia le aspettative sono veramente altissime.

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