Da pochi giorni è diventato obbligatorio mostrare la carta d’identità anche quando si entra ai concerti, grazie a una norma, voluta dal Movimento 5 Stelle e inclusa tra gli emendamenti alla legge di bilancio 2019, che punta a combattere il fenomeno del bagarinaggio online, conosciuta anche come secondary ticketing.

La legge si può inquadrare in un quadro normativo più complesso, se è vero che lo scorso aprile l’Europarlamento ha vietato la rivendita di biglietti su piattaforme online e ha votato la messa al bando dei cosiddetti bot, i software che acquistano automaticamente grandi quantità di biglietti dai siti di vendita primaria per poi rivenderli a prezzi maggiorati su altri portali. Con la nuova norma, inoltre, in caso di impossibilità a partecipare all’evento, chi ha acquistato il biglietto potrà rimetterlo in vendita sulla piattaforma primaria, pagando una piccola aggiunta, e verrà rimborsato una volta che il biglietto sarà venduto. In questo caso, spetterà all’Autorità garante per le comunicazioni la vigilanza sulla corretta applicazione della nuova normativa.

Il provvedimento è stato così illustrato dal ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli in audizione in Commissione VII al Senato: “È vero, siamo l’unico paese dove è applicato il biglietto nominale. È un provvedimento in vigore da una settimana. Diamoci un tempo ragionevole per vedere come funziona. Il vero obiettivo è eliminare del tutto il bagarinaggio elettronico, che è un vero cancro, soprattutto nel settore musicale. L’articolo 4 del Decreto cultura pone rimedio ad alcune questioni della Legge Battelli, che prevede il biglietto nominativo per gli appuntamenti dello spettacolo viaggiante con più di 5 mila persone”.

La reazione alla norma è stata entusiasta da parte di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori (“In Italia aspettavamo da tempo una legge di questo tipo: ora speriamo solo che non venga né fermata né edulcorata“) mentre più moderata è stata la reazione da parte di siti di vendita primaria come Ticketone, tra le piattaforme più colpite dal fenomeno del bagarinaggio online e che auspica una piena applicazione della cosiddetta legge Battelli, soprattutto riguardo alle sanzioni per i siti illegali. Senza un intervento fermo da parte dello Stato, infatti, secondo Assomusica e Ticketone c’è il rischio che il biglietto nominale diventi soltanto un appesantimento burocratico per gli utenti e per le tasche degli organizzatori degli eventi.

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