In piena promozione per l’album “Songs of Experience“, Bono e The Edge, ospiti di Fabio Fazio all’interno del programma domenicale “Che tempo che fa“, hanno cantato live due brani tratti dal nuovo album degli U2: il singolo “You’re the best thing about me” e “Get out of your own way“. Prima di congedarsi dal pubblico i due però non si sono risparmiati nel proporre una versione acustica di “Sunday, bloody sunday“.

Sono diversi i temi affrontati dal leader degli U2 e dal suo fedele compagno di band, The Edge, da Papa Francesco che Bono definisce “Il Vicario di San Pietro è davvero un servo, un servo di tutti. Tutti si chiedono dove sia Dio, dov’è questo Dio? Può essere dappertutto, in molti luoghi: qui, magari in qualche palazzo… quando noi siamo confusi su dove viva Dio, il Papa dice: andate a trovare i poveri, perché Dio si trova dove ci sono i poveri. Il Papa capisce perfettamente e in profondità questa affermazione, ecco perché noi lo rispettiamo“.

Sempre rimanendo in tema cristiano, a The Edge viene chiesto di raccontare di quando ha suonato nella cappella sistina:
È stato bellissimo e anche un grandissimo onore per me. La cosa bella è che non è successo per via della mia musica, ma per quello che faccio a livello di ricerca medica: attraverso questi meravigliosi dottori con cui lavoro sono riuscito ad arrivare alla Conferenza in Vaticano dove ho scoperto che mi avrebbero chiesto di suonare, allora mi sono detto: ma certo, perché no, sarei ben felice…dove devo suonare?”. Una volta scoperto che avrebbe suonato proprio nella Cappella Sistina ha pensato: “Ero sotto shock, era incredibile: il suono, l’acustica in questa bellissima Cappella va avanti, ha un’eco davvero incredibile.”
Alla domanda di Fabio Fazio su quanto l’abbia fatto arrabbiare il fatto che The Edge abbia suonato da solo nella Cappella Sistina Bono Vox ha commentato ironicamente: “bhe sai, io non sono poi così tanto sicuro che sia stata la scelta più giusta…“.

PH. Che tempo che fa official Page

Tornando all’album appena pubblicato “Songs of Experience“, Bono spiega:
Questi pezzi occupano un posto davvero speciale per noi. Durante la scrittura dei testi ci ha aiutato molto pensare alla nostra famiglia, all’amicizia e al rapporto con il pubblico. Queste canzoni sono lettere…lettere d’amore in un certo senso, una delle quali diretta all’America che in questo momento sta attraversando un momento difficile, è proprio indirizzata all’anima americana. Come paroliere volevo scrivere ciò che provavo esattamente e che sentivo, in modo particolare per la mia famiglia e la mia meravigliosa moglie che ho iniziato a frequentare nella stessa settimana in cui abbiamo deciso di fondare gli U2: è stata una settimana pazzesca.

Per quanto riguarda invece la politica internazionale, non potevano mancare domande che hanno a che fare con l’immigrazione, e a tal proposito Bono non si risparmia nell’elogiare la generosità degli italiani:

Questo Paese ha visto arrivare persone che rischiano tutto per ottenere una nuova vita, che fuggono dalla guerra per cercare un nuovo mondo, per avere un cambiamento. L’Italia è stata una dei Paesi più profondamente generosi: è una prova difficile da superare quando vedi arrivare le persone sulle spiagge. Tutti dovrebbero tenere in considerazione quanto sia importante questa prova da superare. La frase “ama il prossimo tuo” è un ordine per l’Europa, dovremmo definirci attraverso di essa in Europa“.

Sull’impegno degli U2 per lo sviluppo del Nord Africa chiosa The Edge: “Quando si pensa a come aiutare i Paesi in via di sviluppo ciò che si deve fare è cercare di evitare che alcune cose succedano: dove non c’è più uno Stato di Diritto, dove l’economia collassa ci sono persone disperate che sono costrette a fuggire in Europa per cercare una vita migliore. Certo possiamo dare degli aiuti per lo sviluppo, più ce ne sono meglio è, però è una questione di Sicurezza Nazionale innanzitutto. È questa la vera assicurazione per l’’Europa e anche un investimento intelligente“.

Sulla situazione difficile che il mondo sta vivendo in questi anni, lanciano un appello:

Sì, in effetti l’essenza della storia è resistere combattere. Non vogliamo che gli Irlandesi versino lacrime dentro le birre che bevono e cantino storie di distruzione – così Bono Vox facendo riferimento alla celebre canzone Sunday Bloody Sunday ormai diventata simbolo, che poi aggiunge – Noi vogliamo semplicemente dire è domenica…però dai su, coraggio! Si deve resistere a questo sentimento di paura diffuso nel mondo.” Conclude il pensiero The Edge: “Anche se stiamo vivendo in un’epoca che sembra così oscura, se davvero si guarda a ciò che succede nelle nostre vite personali, si può notare che c’è comunque molto progresso, siamo andati avanti a livello di giustizia sociale, di uguaglianza e di rispetto delle diversità. Sicuramente non è un periodo facile, ma ricordando quello che il Presidente Obama ha detto, ovvero che la storia va a zig zag e non è mai lineare…allora possiamo dire che il nostro nuovo album è un tentativo di cercare questo cammino e di tenere una direzione positiva, che consiste nel concentrarsi sulla nostra agenda, sulle cose da fare. Bisogna pensare al futuro e contribuire a portare il progresso nel mondo. È quello che stiamo cercando di fare

Ancora Bono Vox: “Io penso che guardando i conflitti che ci sono in Medioriente, o altrove nel mondo, si possa essere portati a pensare che non ci potrà mai essere una soluzione, che si tratti di un problema irrisolvibile. – afferma Bono che continua – Quando pensi a questo pensa all’Irlanda, pensa a tutti coloro che di fatto hanno portato la pace in Irlanda. La parola che è tra le meno importanti, più svalutata in tutte le lingue è Compromesso, parola grazie alla quale abbiamo avuto la pace in Irlanda e posso cantare questa canzone con un’attitudine e un’atmosfera diversa“.

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