Ci piacerebbe poter smentire la notizia e scrivere, nel giro di pochi minuti, che si tratta di una bufala ma non è così: Chris Cornell è morto mercoledì sera, aveva 52 anni.

All’inizio in molti hanno sperato che si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto ma è stata l’Associated Press a confermare la notizia, data da un rappresentante del cantante. Brian Bumbery ha spiegato che Chris Cornell è morto mercoledì notte a Detroit e ha parlato di una morte “improvvisa e inaspettata” che ha scioccato familiari e amici. Ma non solo, anche i fan di Cornell sono sconvolti per l’accaduto, come avviene sempre in questi casi, si chiede il massimo rispetto della privacy per i familiari dell’artista, nei prossimi giorni ci saranno tutti gli accertamenti medici per determinare la causa del decesso.

Chris Cornell era nato a Seattle il 20 luglio 1964 e si è affermato nel panorama grunge iniziando la sua carriera come frontman dei Soundgarden. Ha partecipato anche al progetto dei Temple of the dog, per poi passare da solista (Euphoria Morning) e agli Audioslave, tornando in seguito a dedicarsi alla carriera da solista dopo aver realizzato il terzo e ultimo album col gruppo, “Revelations“, nel 2006. Una carriera di successi in parallelo a una vita non proprio facile, segnata dal divorzio dei genitori e dal pessimo rapporto con il padre. Chris Cornell ha avuto due mogli: Susan Silver, dalla quale ha avuto la sua prima figlia, e Vicky Karayiannis, dalla quale ha avuto altri due figli. Il suo ultimo lavoro è il suo quarto album in studio, “Higher Truth“, uscito nel 2015. Portando avanti il tour della reunion con i Soundgarden, lo scorso marzo aveva lanciato il singolo “The Promise“, realizzato per l’omonimo film, aggiungendo un nuovo tassello al suo contributo nel mondo del cinema: famoso è il brano “You know my name” dei titoli di testa di “Casino Royale”, Chris Cornell ha contribuito alle colonne sonore di “12 anni schiavo” e “Grandi speranze”, tra gli altri.

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