I concerti della Bandabardò sono sempre una festa, ma stavolta era un’occasione davvero speciale. Si fecero conoscere nel 1996 – tre anni dopo la formazione – con il loro primo album, “Il circo mangione“, quello di “W Fernandez”, “Ho la testa” e “Sogni grandiosi” e da allora non si sono più fermati.
La data del 7 dicembre non era speciale solo perché si è tenuta a Firenze, la città in cui si è formato il gruppo, ma anche perché sono passati 25 anni da quando Erriquez, Finaz, Orla, Donbachi, Nuto, Pacio, Cantax e Ramon (chi prima, chi dopo) girano in lungo e in largo per portare la loro musica.

La data del Mandela Forum ha ritrovato la Bandabardò in grandissima forma e anche un nutrito cast di ospiti/amici. Assente, tra questi, Daniele Silvestri, impegnato con le registrazioni del nuovo album e omaggiato con “Cohiba“. Sul palco si sono alternati Tonino Carotone, i Modena City Ramblers riuniti con Cisco, Carmen Consoli, Max Gazzè e Piero Pelù. Sembrava una festa tra amici che si divertivano così come hanno sempre fatto nell’arco di questi 25 anni.

Un lungo viaggio in musica

Le tappe salienti di questo lungo viaggio sono partite dalla celebre copertina con la due cavalli e il contributo (nei cori di “W Fernandez”) di Piero Pelù, per passare al “Mojito Football Club“, i “Sempre allegri” di “Tre passi avanti” e “Viva la campagna” di “Ottavio”. Venticinque anni di meritati successi in cui la Bandabardò è rimasta fedele a se stessa e questa grande festa, dedicata anche al pubblico che si trascina dietro fin dal lontano 1993, ne è la prova. Il concerto ha visto alternarsi i momenti più movimentati a una divertente parte disco e a parti più lente, come con “L’estate paziente” e un’insolitamente calma “Vento in faccia“. Impossibile riproporre tutti i pezzi amati dal pubblico ma non sono mancati brani fondamentali come “Lo sciopero del sole“, “Manifesto” e “Succederà“. Una festa alla presenza degli amici di sempre, con i valori di 25 anni fa rimasti intatti, proiettati verso il futuro e senza alcuna intenzione di fermarsi. La prova è l’energia che Erriquez e tutto il gruppo continuano a sprigionare, saltellando e incitando il pubblico fino all’attesissimo momento di “Beppeanna“. Da cantare tutti insieme, ospiti, amici, fan: oltre due ore di “ritmo e vitalità” che speriamo di ritrovare ancora a lungo.

Bandabardò, la scaletta del 7 dicembre al Mandela Forum di Firenze

  • La banda (Mina)
  • Cuore a metà
  • Ça plane pour moi (Plastic Bertrand)
  • Filastrocca 2
  • Uomini celesti (Lucio Battisti)
  • Mojito F.C.
  • L’estate paziente
  • I briganti
  • Bambine cattive
  • Rosa Luxembourg
  • Sempre allegri
  • Mexicostipation
  • Viva la campagna (Nino Ferrer)
  • Lo sciopero del sole
  • Cohiba (Daniele Silvestri)
  • Sogni grandiosi
  • Bambino (con Tonino Carotone)
  • Ragazzo di strada (de I Corvi, con Tonino Carotone)
  • 20 bottiglie di vino
  • Zobie La Mouche (Les Négresses Vertes)
  • Manifesto (con i Modena City Ramblers)
  • I cento passi (Modena City Ramblers)
  • Vento in faccia
  • Ubriaco canta amore
  • Sintonia imperfetta (di e con Carmen Consoli)
  • 1, 2, 3 stella (con Carmen Consoli)
  • Fine delle danze
  • Sette sono i re (con Max Gazzè)
  • Cara Valentina (di e con Max Gazzè)
  • Mama nonmama+Disco medley
  • Toro Loco (di e con Piero Pelù)
  • W Fernandez (con Piero Pelù)
  • Succederà
  • That’s Amore (Dean Martin)
  • Beppeanna (con tutti gli ospiti)
  • B.B.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.