I The Cure, la band gothic rock inglese capitanata da Robert Smith, ha finalmente fatto il suo ingresso nella Rock & Roll Hall of Fame.

Il gruppo, i cui esordi risalgono al 1976, in piena esplosione new wave, insieme a formazioni come Siouxsie and the Banshees, Joy Division e Echo and the Bunnymen ha fatto nascere il movimento dark, raggiungendo l’apice del successo tra la metà e la fine degli anni ottanta con singoli come “Close to Me”, “Boys don’t cry”, “Friday I’m in love”, “A forest”, “Pictures of you”, “Love song” e “Lullaby”: ora, dopo quarant’anni, sono stati inseriti nella Rock & Roll Hall of Fame.

Il gruppo, che ha poi suonato sul palco, dopo la premiazione, alcune canzoni come “Shake Dog Shake”, “A Forest”, “Love Song”, “Just Like Heaven” e “Boys Don’t Cry”, ha avuto un tributo emozionante da parte del frontman dei Nine Inch Nails, Trent Reznor: “La prima volta che li ho sentiti mi hanno subito colpito. Non avevo mai ascoltato niente del genere prima d’ora. L’oscurità che proveniva dalla loro musica mi ha mandato fuori di testa. Sembrava musica scritta apposta per me. Per tutta la mia vita mi sono sentito di non appartenere a niente, ma sentendo loro mi sono sentito improvvisamente connesso a qualcosa, che non ero più solo. Non era solo la musica, il testo o la coreografia sul palco, tutto era in funzione della voce di Robert, così piena di emozioni, dalla rabbia alla disperazione, dalla bellezza alla fragilità. La loro perseveranza nello spingere sempre più in là i confini sonori e artistici in tutti questi anni non ha avuto il giusto riconoscimento sui giornali, ma i loro fans non hanno mai fatto mancare il loro supporto perchè sapevano che i The Cure sono una delle rock band più uniche, brillanti ed eccellenti che siano mai esistite nel mondo della musica”.

In contemporanea, dopo oltre dieci anni dal loro ultimo disco “4:13 Dreamdel 2008, i The Cure hanno annunciato, alla rivista Rolling Stone, un nuovo disco d’inediti, il quattordicesimo della loro carriera: “Vedendo tutte queste nuove band ne ho ascoltate alcune e ne ho incontrate molte e questo mi ha in qualche modo ispirato a fare qualcosa di nuovo. Per la prima volta in 20 anni siamo entrati in studio, lo stesso dove i Queen hanno registrato Bohemian Rhapsody. Le canzoni durano dai 10 ai 12 minuti e abbiamo registrato 19 pezzi. Ora non so cosa fare ora. Mi hanno consigliato di fare un triplo album ma non voglio. Prenderò sei o otto canzoni e farò un solo disco. Penso che questo delizierà i nostri fans più duri e puri e probabimente farà infuriare tutti gli altri. Alla mia età vedo ancora tutto nero. Lo finiremo prima di partire con il tour estivo, e lo mixeremo durante l’estate. Quando uscirà? Non lo so, Ottobre? Halloween! Chi lo sa!”.

I fans italiani avranno l’occasione per vedere i Cure live in Italia il 16 giugno al Firenze Rocks ma sono previste anche delle date in giro per l’Europa che si preannunciano sensazionali, come l’8 giugno al Malahide Castle di Dublino, l’11 luglio al NOS Alive di Lisbona e il 3 agosto al Afisha Picnic di Mosca.

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