È il coreografo di “Single Ladies”, per citare uno tra i più celebri lavori che ha fatto. E ora JaQuel Knight mette in luce il problema del copyright nel mondo della coreografia. Intervistato da Billboard, il coreografo di Beyoncè e numerose altre star, segnala un problema che per troppo tempo è rimasto sottovalutato: la proprietà intellettuale della coreografia.

Si tratta di un lavoro creativo che richiede molto impegno e che dura nel tempo. Pensate all’impatto che ha avuto il video di “Single Ladies”, non solo per l’orecchiabilità della canzone ma anche e soprattutto per il balletto. È stato citato ed omaggiato ovunque e tutt’ora si può considerare iconico. Guardandolo tutti pensano a Beyoncè, senza sapere che dietro c’è il lavoro di Knight. Il coreografo riceve il compenso per aver creato il balletto e poi finisce lì: ma il balletto viene riprodotto infinite volte, riproposto nei live, ripreso e omaggiato, dura nel tempo. Quale tutela c’è? Al momento nessuna (o quasi), ma un po’ di persone stanno iniziando a pensare che forse sarebbe il caso di trattarlo come tutte le altre opere intellettuali.


JaQuel Knight su Billboard

Il ballo è una parte fondamentale del mondo pop. Alcuni brani sono diventati ancora più famosi proprio grazie alla parte visiva e al ballo, come “Chandelier” di Sia. Il nome del coreografo spesso compare in una nota a margine, nei credits su un post di Instagram, ma una volta terminato il suo lavoro, la sua consulenza, la sua creazione rimane solo all’artista che l’ha commissionata. È così che dovrebbe essere o le cose possono cambiare?

JaQuel Knight ha iniziato a lavorare con Beyoncè quando aveva solo 18 anni e il suo mentore, Frank Gatson Jr., gli disse di creare la coreografia di “Single Ladies (Put a ring on it)”. Da allora ha lavorato altre volte con e per la cantante e per altri artisti, inclusa Shakira e, più recentemente, Megan Thee Stallion. Era il 2008, oggi JaQuel Knight ha 31 anni ed è uno dei coreografi più richiesti del mondo dello spettacolo. Gatson, il suo mentore, ha racchiuso il suo lavoro in una frase molto efficace:

Se le cose vanno nel modo giusto, le persone non diranno “Hai sentito la nuova di Beyoncè?” ma diranno “Hai visto la nuova di Beyoncè?”. Ora lo fanno e la coreografia di Knight è uno dei motivi principali per cui succede.

JaQuel Knight, nel corso del tempo e vedendo crescere l’importanza e l’impatto del suo lavoro, ha iniziato a porsi delle domande.

Come posso far prendere maggiormente sul serio il mio lavoro e proteggermi? I coreografi in genere vengono assunti dal team di un artista, pagati giornalmente o settimanalmente o per l’intero progetto. Una volta che questo finisce, a prescindere da quale sia l’ambito, finisce anche il compenso. Ma i video passano in tv, su YouTube e Instagram, la parte visiva dello spettacolo continua a crescere e nel corso del tempo la coreografia ha avuto uno spazio sempre più importante nell’iconografia di un artista.

Chiunque, prendendo i video, può imparare la stessa coreografia, che viaggia i tantissimi modi, in milioni di case, mentre il coreografo ha percepito il compenso una volta sola. Non bastano i credits su una foto di Instagram o un titolo di coda che sia un blando riconoscimento e in pochi sanno che negli Stati Uniti, così come in altri Paesi, è possibile proteggere anche i lavori coreografici con copyright – anche se la cosa è più complessa di quanto si possa pensare. Di fatto, le coreografie possono essere classificate come arte commerciale. In questo modo, ogni volta che un cinema o una tv vuole riprodurlo, il creatore avrebbe i suoi introiti, esattamente come succede per i cantanti e i musicisti.

JaQuel Knight è intenzionato a portare avanti questa battaglia, che nei prossimi anni si rivelerà una vera e propria rivoluzione nel mondo della danza. L’iconica coreografia di “Single Ladies (Put a ring on it)” è stata registrata con successo lo scorso luglio e Knight è al lavoro per procedere alla registrazione di almeno altri 6 lavori, che saranno così tutelati. L’obiettivo, ambiziosissimo, è quello di registrarli tutti.

Via Billboard

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