Jovanotti ha deciso di portare la sua musica in tournée nelle spiagge di tutta Italia, inaugurando il suo Jova Beach Party lo scorso 6 luglio.

Partenza da Lignano Sabbiadoro, per poi passare da Castel Volturno a Roccella Jonica, da Barletta a Olbia, da Fermo a Viareggio, da Albenga a Policoro. Un tour intenso, ricco di ospiti italiani e internazionali e ricco anche di importanti collaborazioni. Su tutte, quelle con WWF Italia e Coop: l’obiettivo è quello di sensibilizzare le persone sull’eccessivo utilizzo della plastica. Il problema affligge inevitabilmente anche le nostre spiagge, mette a rischio la nostra salute così come quella di molti animali. Di fronte a questo nobile intento, dov’è che è esplosa la polemica?

Il sottile confine tra volontariato e sfruttamento

Il Jova Beach Party ha offerto a molti giovani la possibilità di dare il loro contributo e migliorare l’ambiente, aiutando anche nell’opera di sensibilizzazione. Sul sito di Coop si legge l’annuncio che rimanda alla cooperativa Erica. Questa si occupa, per l’appunto, di gestione dei rifiuti, incentivando, tra le altre cose, il cosiddetto “eco-volontariato“. Lo stesso che è stato promosso in occasione della tournée di Jovanotti, ma che non è stato visto di buon occhio da tutti. Dopo tutto il preambolo sull’importanza della tutela dell’ambiente, si passa alla chiamata per gli aspiranti volontari, ai quali sono stati offerti, oltre all’accesso all’evento, un buono per panino e bibita, maglietta e cappellino da “Beach Angels” e un’assicurazione a copertura di danni personali e a terzi:

Il tuo impegno, dalle 14 alle 24, sarà di presidiare i contenitori della raccolta differenziata dislocati sull’area dell’evento e informare le persone su come fare bene la raccolta differenziata: verrai formato e coordinato dallo staff preposto e dovrai garantire la tua presenza e collaborazione alle mansioni indicate per tutta la durata dell’evento.

La polemica è iniziata a partire dall’orario di lavoro, che risulta essere un po’ eccessivo – considerate anche le temperature e il luogo in cui si svolge l’evento. Dalle 14 alle 24 un solo panino e una bibita? Si sono scatenate le polemiche sui social, con l’opinione pubblica divisa tra chi sottolinea che il volontariato è per sua natura gratuito e chi invece parla di sfruttamento. In Italia la questione è particolarmente spinosa, perché sempre più spesso il volontariato diventa un pretesto per poter far svolgere lavoro non retribuito. Tra i numerosi commenti degli utenti se ne legge anche qualcuno da parte di volontari che sostengono di essere stati trattati bene. Molti utenti dicono di aver trovato la spiaggia pulita, di aver incontrato i ragazzi che li sensibilizzavano sulla tematica della plastica; altri ancora dicono di aver trovato rifiuti in spiaggia, senza però dare la colpa ai volontari ma a persone poco rispettose.


© Facebook / Jova Beach Party

La risposta ufficiale

Dopo tutto il caos che si è scatenato sui social era, quindi, inevitabile una risposta ufficiale. Sulla pagina di Jova Beach Party si legge nel dettaglio quanto è stato richiesto ai volontari:

Qualche ora fa sono circolate informazioni errate a proposito della ricerca dei volontari per il Jova Beach Party.
Probabilmente parte tutto da alcune grafiche che non rappresentano le reali esigenze del Jova Beach. Per fugare il campo da ogni malinteso, abbiamo chiesto alla cooperativa che segue i lavori di pulizia per Coop e per Corona e al WWF di indicare con precisione quanto richiesto ai volontari.

Segue l’elenco degli orari e delle mansioni richieste:

Ore 13 ritrovo nelle vicinanze area concerto

· Ore 13.15 visita area concerto

· Ore 13.30 briefing sull’attività che svolgeranno i volontari: sensibilizzazione e comunicazione sulle indicazioni da rappresentare al pubblico sul corretto conferimento dei rifiuti (scelta contenitore esatto per ciascun tipo di rifiuto)

· Ore 14 distribuzione maglietta, cappellino e guanti e posizionamento presso le isole da presidiare

· Ore 15 distribuzione di 2 buoni drink e 2 buoni pasto (panino)

· Ore 19 circa turni per la cena

A metà dello spettacolo di Lorenzo switch tra i volontari più lontani e quelli più vicini al placo

· Ore 23.30 circa fine dell’evento ritrovo e ringraziamento per le attività svolte

Sulla pagina di Jova Beach Party si legge, inoltre, che ai volontari è stato richiesto di compiere attività di sensibilizzazione. Alcuni di loro hanno sottoposto i partecipanti a dei quiz legati all’argomento, altri ancora hanno parlato dei progetti del WWF o indicato i punti di raccolta differenziata, spiegando le regole del caso. Nei giorni precedenti il WWF aveva dovuto affrontare altre polemiche, soprattutto in vista del concerto di Jovanotti a Rimini. Il tutto a causa di un malinteso che aveva portato molti a pensare che l’evento si sarebbe svolto in un’oasi faunistica.

La scomparsa del fratino

Una delle polemiche che ha coinvolto WWF era legata alla presenza del fratino, una specie molto delicata che nidifica proprio sulle spiagge italiane. La presenza di questi uccelli è molto importante anche perché indica lo stato di salute della zona. A Rimini erano sorte proteste in vista del Jova Beach Party, molti ambientalisti hanno richiesto di dare priorità alla tutela della specie e nel corso della serata alcuni volontari del WWF hanno sorvegliato i pulcini presenti nella zona. La polemica è riemersa dopo la scomparsa di uno dei pulcini ma l’assessore all’ambiente del comune di Rimini Anna Montini ha già chiarito che la causa non è attribuibile al concerto.


© Facebook / Jova Beach Party

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