Renzo Arbore il 24 giugno scorso ha compiuto 80 anni ma non ha molta voglia di festeggiare, come è lui stesso ad ammettere: “Me ne andrò dai miei nipoti a Bologna, ho perso Gianni (Boncompagni, NdR) amico di una vita, Mariangela non c’è più. Non mi va di fare niente.”

Ma non credetegli fino in fondo, il “jazzemane” è in piena attività sia come musicista e leader dell’Orchestra Italiana che come “pensatore” televisivo e il primo luglio sarà protagonista a Norcia per Umbria Jazz con la sua Orchestra Italiana a sostegno della zona colpita dal terremoto.

D’altronde se si parla di Arbore si parla della storia della musica italiana ma soprattutto della radio italiana, di cui ha riscritto la storia grazie all’amico di una vita Gianni Boncompagni con cui ha lanciato trasmissioni assolutamente innovative per i tempi come “Bandiera gialla” (1965), “Per voi giovani” (1967) e la mai troppo compianta “Alto gradimento” (1970). Dopo la radio viene il momento della televisione, prima con il talk-show ante litteram “Speciale per voi” e poi con “L’altra domenica“, trasmissione su Rai Due dove lancerà tantissimi personaggi che diventeranno popolarissimi, da Roberto Benigni a Milly Carlucci, da Mario Marenco, le Sorelle Bandiera e Giorgio Bracardi a Gege’ Telesforo, Marisa Laurito, Nino Frassica e il cugino americano Andy Luotto, i cartoni animati di Maurizio Nichetti e i collegamenti con Isabella Rossellini da New York, personaggi come Michele Mirabella e Luciano De Crescenzo.

Arbore si cimenta anche nel cinema con un paio di film di culto come “Il Pap’occhio” e “F.F.S.S. Cioe’…che mi ha portato a fare sopra Posillipo se non mi vuoi piu’ bene?” e mette le premesse per i grandi successi popolari della metà degli anni Ottanta con “Quelli della notte” nel 1985 e “Indietro tutta” nel 1987. Nel mentre una famosissima comparsata al Festival di Sanremo con la sua Orchestra Italiana dove suona il tormentone “Il clarinetto“, orchestra con la quale nel 1993 al Radio City Music Hall di New York ottiene un clamoroso successo.

I suoi amici ne parlano sempre con affetto, come Mara Venier: “Renzo è molto amato, oggi la sua famiglia sono gli amici. Intanto voglio dirgli che sono 80 anni ed è come se ne avesse 50. L’ho molto amato e continuerò a volergli bene fino ai 120 anni.” Un altro che ha solo parole d’elogio per lui è il “figlioccio” Gegè Telesforo: “Quando abbiamo cominciato a lavorare insieme, avevo 23 anni. Renzo era amico di papà. Guardavo con curiosità questo signore che raccontava di strani personaggi. Da quando ho messo su famiglia e vivo in campagna, non suoniamo più insieme. Ma lo abbiamo fatto per trent’anni. Credo di essere uno dei pochi a potergli dire in faccia le cose, siamo amici. Ho imparato tanto, è davvero geniale. Il bello è che ha fatto tutto con classe e eleganza, in tv non gli ho mai sentito dire una parolaccia.” Non poteva mancare agli auguri l’amico di lunga data Nino Frassica: “Sto ancora cercando di scoprire chi è stato a sbagliare all’anagrafe di Foggia perché è chiaro che Renzo non compie 80 anni, ma 40. Non ha gli anni che compie. Per me Renzo Arbore è un maestro, Alto gradimento è stata la mia scuola, sono stato il suo primo allievo e sono felice che a Quelli della notte abbia capito che avevo imparato la lezione”. 

Pochi in Italia hanno fatto di più per diffondere l’amore per il jazz, lo swing, la canzone napoletana. Per questo anche noi di MelodicaMente ci associamo agli auguri per i magnifici ottant’anni di Renzo Arbore. Auguri, Maestro.

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