Malika Ayane è una dei big in gara, quest’anno partecipa a Sanremo 2021 con il brano “Ti piaci così”. Il pezzo è stato scritto da Pacifico, che ha firmato anche “Adesso e qui (nostalgico presente)”, con il quale Malika si classificò terza a Sanremo 2015. Malika Ayane si è fatta conoscere nel 2007 con il tormentone “Feeling Better” e ha debuttato a Sanremo, nella sezione Giovani, nel 2009, per poi tornarci per un totale di 5 volte. Dal passato c’è sempre da imparare e la Malika di oggi ha molte meno paure:

Sono in un momento in cui mi sto veramente divertendo, che è la cosa migliore che si possa fare su un palco. Sono felice di poterlo fare qui, dove sono iniziate tante cose. Tante fasi della mia vita sono state determinate dalla mia presenza su questo palco ed è bello poterci arrivare con questo senso di bellezza, gratitudine ma anche di libertà.

Tra le critiche che si sono sentite di più in questi giorni, c’è quella sull’intonazione dei cantanti. Ma, com’è stato evidente, ci sono stati diversi problemi tecnici a penalizzare alcune performance – come il duetto tra Noemi e Neffa:

Sono una di quelle che quando sente dire che cantare bene non sia più una cosa fondamentale un po’ si mette a ridere. Penso che ci siano comunque dei livelli vocali molto alti e che siano stati penalizzati dai problemi tecnici. Io ho speso molto tempo delle mie prove soltanto per sistemare tutti i parametri tecnici proprio in previsione di tutti gli imprevisti che possono capitare.

 

L’ultima volta di Malika a Sanremo è quella del 2015, anche se quella rimasta impressa al pubblico è la partecipazione del 2010. Allora Malika presentava il brano “Ricomincio da qui” e arrivò quinta, l’orchestra si mostrò indignata, stracciando gli spartiti per contestare il risultato del televoto. Da allora sono successe molte cose e Malika Ayane, tra il 2012 e il 2018, ha pubblicato tre album. Il 2021 segna l’uscita di “Malifesto”, il suo sesto album in studio, che sarà rilasciato il 26 marzo:

Malifesto è un gioco di parole col mio nome che si presta a svariate interpretazioni, per questo lo trovo molto divertente. Questo disco è il prosieguo dei due lavori precedenti: la parte emotiva di Naïf e quella estetica di Domino sono riuscite finalmente a fondersi, adesso secondo me c’è un equilibrio tra la narrazione di una serie di emozioni e il sentirle. Il lavoro autoriale è stato fatto con tantissimi italiani rispetto ai dischi precedenti, anche sulla parte testuale, per cui c’è una bella visione collettiva che rende molto facile riuscire a immedesimarsi senza cadere troppo nel “drama”. È un disco molto breve, composto da 10 tracce intense e per le quali abbiamo fatto un grande lavoro di ricerca dell’estetica musicale della Francia contemporanea. È un disco che riesce ad essere caldo pur mantenendo delle sonorità anche nordiche.


© Cosimo Buccolieri

Il brano in gara a Sanremo 2021, “Ti piaci così”, parla dell’accettazione di sé. Un traguardo che si raggiunge col tempo, che per Malika è arrivato con tanto yoga, un percorso di psicoterapia ma anche tramite gli sport di concentrazione e lo studio della musica:

Accettarsi sembra una forma di rassegnazione ma è una glorificazione di sé – questa espressione è stata usata proprio recentemente da Amanda Palmer, un’artista strepitosa. Dobbiamo amare tutto quello che succede, è una forma di amare noi stessi non in modo egoico, che cambia la prospettiva anche di chi si rapporta con noi. Non sarà mai possibile vedersi diversamente da come ti guardano gli altri se non sei tu a determinare il modo in cui tu vuoi essere visto.

La Malika del 2021, rispetto a quella delle edizioni passate, è alla ricerca della leggerezza e ha capito che non sempre bisogna prendersi troppo sul serio:

Ho imparato a focalizzarmi meglio sulle cose a rendermi conto che essere bravi non significa solo essere accademici, puntuali e precisi, ma lasciare anche più spazio al divertimento – che non vuol dire per forza mancanza di serietà. Arriva un momento in cui ti dici che il tempo non è eterno, ed essendo io un’ossessionata dal presente e l’importanza dell’attimo, perciò mi sono resa conto che ogni istante vale e non deve essere sprecato.

Oggi il giudizio degli altri passa in secondo piano, per Malika Ayane è consapevole del suo percorso e del lavoro che c’è dietro il suo brano. Ironizza sul fatto di essere “storicamente” una figura destinata a non vincere mai Sanremo e spiega:

Rispetto all’ultimo festival sono molto meno preoccupata del giudizio degli altri, guardavo i video del 2015 e vedevo proprio l’ansia di chi sente che deve essere solo bravo e fare bene il compito a casa. Vedo ancora il terrore di chi ha bisogno di sentirsi legittimato a fare una cosa ma il lavoro, quando è fatto con grande onestà intellettuale, va rispettato. Così mi sono detta che se non piaccio, questo non fa di me né una criminale né una reietta, va bene così.

L’assenza di pubblico a Sanremo 2021, di cui si è molto discusso, è stata meno penalizzante del previsto. Anzi, secondo Malika ha contribuito a creare una dimensione ancora più intima:

In realtà è stato come cantare per qualcuno ma anche con qualcuno sentendo l’orchestra così vicina per cui è stata un’esperienza molto intensa che mi ha riportato a un mondo che non vedevo da molto tempo.

Questa edizione di Sanremo, inoltre, è stata significativa perché ha portato molti artisti a mostrarsi senza filtri e costruzioni:

Sono rimasta molto molto stupita da La rappresentante di lista: sono giovani e talentuosi e devo dire che quello che ho notato, in generale, è stata la qualità maggiore del cast di questo festival. C’è l’autenticità, che piaccia o non piaccia ognuno porta la sua cosa. Non c’è stata una costruzione machiavellica su cosa fare per Sanremo, ma ci sono gli artisti con la loro stori – chi da costruire, chi in costruzione e chi costruita da tempo. Mi hanno stupita anche i ance i Måneskin, perché sono riusciti a scrollarsi bene di dosso i pregiudizi che li circondavano, dimostrando di essere quello che vogliono essere.

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