Nel 1975 era impensabile che un brano rock della durata di quasi sei minuti potesse finire in radio. Ne erano convinti anche i produttori della EMI, che chiesero ai Queen di non scegliere “Bohemian Rhapsody” come primo singolo estratto dal loro “A night at the opera“. Freddie Mercury, più determinato che mai a fare uscire il pezzo e senza tagli, decise di affidarlo alle mani di Kenny Everett, che allora lavorava a Capital Radio. Glielo fece ascoltare e gliene lasciò una copia, chiedendogli di non trasmetterlo in radio. Mercury lo fece con la consapevolezza che Everett non avrebbe mai rispettato la sua richiesta, quindi il pezzo finì in rotazione. E, contrariamente a quanto temevano alla EMI, piacque anche se durava più della media.

Il successo fu clamoroso e in parte inaspettato, visto che “Bohemian Rhapsody” era una composizione diversa da tutto quello che c’era in circolazione. Il pezzo, scritto interamente da Freddie Mercury, è diviso in cinque parti e viene classificato come art rock. I tratti operistici, che rimandano anche al nome dell’album che lo contiene, sono il suo tratto distintivo. Considerata una delle canzoni migliori di tutti i tempi (in alcuni casi la migliore in assoluto), “Bohemian Rhapsody” di recente ha ritrovato il suo enorme successo, di fatto mai svanito. Il merito va all’omonimo biopic su Freddie Mercury e i Queen con protagonista Rami Malek nei panni del cantante scomparso nel 1991.

Il significato misterioso del brano

All’interno di “Bohemian Rhapsody” sono forse racchiuse tutta l’ambizione e l’eccentricità di Mercury. Il lavoro di produzione del brano non fu da meno, soprattutto a causa delle numerose sovra-registrazioni che, con le tecnologie dell’epoca, rendevano tutto più difficoltoso. Sebbene il significato non sia mai stato spiegato – come ha ammesso anche Brian May – secondo alcuni potrebbe essere un primo riferimento all’omosessualità di Freddie Mercury. Quest’ultimo era particolarmente riservato e aveva una personalità complessa, che evitava di svelare anche ai suoi colleghi, le persone più vicine a lui. Secondo altri, i riferimenti a “Bismillah” o “Beelzebub” sono un rimando alla religione zoroastriana della famiglia di Mercury. Ovviamente in più occasioni l’autore stesso fu interpellato sul significato della canzone, ma si mantenne sempre vago nelle risposte. Disse, tuttavia, che si trattava di frasi random e nonsense, sostenendo che ogni ascoltatore dovesse trovare il significato che voleva.

Una delle parole più celebri della canzone è “Galileo”, che viene ripetuta più volte. Di questa si conosce il significato, un piccolo tributo che Mercury fece al collega e amico Brian May, che studiava astronomia (e che ha un dottorato di ricerca in Astronomia dell’infrarosso). La teoria sul coming out di Freddie Mercury, tuttavia, è stata per molto tempo la più gettonata. Anche l’ex compagno del cantante, Jim Hutton, disse che si trattava sicuramente di questo. Il verso “Mama, I just killed a man” vorrebbe indicare la fine del vecchio Freddie, in favore di quello nuovo, finalmente onesto con se stesso.

Fun fact: nel film “Fusi di testa” è celebre la scena in cui Mike Myers canta la canzone in playback mentre è in macchina. L’attore è presente anche nel film con Rami Malek e interpreta il discografico Ray Foster. In questo caso è molto meno entusiasta e boccia l’idea dei Queen di pubblicare il pezzo come primo singolo di “A night at the opera“. Sebbene sia stato sconsigliato al gruppo di lanciare un brano così lungo, nella realtà l’opposizione di Foster non fu drastica come nel film. All’epoca anche Elton John disse al manager del gruppo John Reid che l’idea di fare uscire una canzone così lunga in radio era completamente folle. Dovette ricredersi ed anzi, omaggiò i Queen cantando proprio “Bohemian Rhapsody” insieme ad Axl Rose durante il “Concert For Life” del 1992 a Wembley.

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