Di canzoni di denuncia Bob Dylan ne ha scritte tante nel corso della sua prolifica carriera, ma una delle più famose rimane proprio “Hurricane”.

Un po’ di contesto: il 1975 è l’anno in cui il pezzo viene registrato nella sua prima versione, poi modificata e uscita l’anno successivo, a seguito di alcune denunce da parte delle persone citate nel pezzo. “Hurricane” uscì comunque durante un’ottima annata, che comprendeva titoli come “Achille’s Last Stand” dei Led Zeppelin, “Epitaph” dei King Crimson, “Rihannon” dei Fleetwood Mac e il successone degli ABBA “Dancing Queen”.

La storia di Hurricane

Un altro po’ di contesto: Rubin Carter diventò un pugile professionista nel 1961, dopo una vita passata tra riformatorio, problemi con la giustizia e l’esercito, dal quale però fu giudicato inadatto e rispedito a casa. Aveva un bel caratterino Rubin Carter, ribattezzato Hurricane, uragano, perché portava con sé sul ring tutta la sua aggressività.

Facciamo un salto in avanti, siamo nel 1966. Nella notte del 17 giugno c’è una sparatoria al Lafayette Bar and Grill di Paterson, in New Jersey. Si incrociano storie, testimonianze e confusione, la macchina di Rubin Carter coincide con quella che è stata vista sfrecciare via dal luogo del delitto. Coincide anche il calibro della pistola che il pugile ha in macchina, sembra essere quella che ha tolto la vita ai due uomini trovati al Lafayette. In mezzo a tutta questa storia c’è il criminale Alfred Bello, che depista le indagini con versioni sempre diverse e incongruenti e c’è anche un altro omicidio: quello di Hazel Tanis, uccisa circa un mese dopo i fatti del Lafayette. Finisce che Carter viene condannato all’ergastolo per triplice omicidio, pur essendosi sempre dichiarato non colpevole e nonostante molte incongruenze nel corso dei processi. Viene scarcerato nel 1985 e viene fuori che forse – forse – c’è stato un piccolo pregiudizio razziale nei suoi confronti. Perché fino ad ora non è stato detto e se non avete presente la faccia di questo Hurricane non potete saperlo, ma aveva questo piccolo “difettuccio”: Carter era afroamericano.

Arriviamo quindi al 1975, quando Bob Dylan e Jacques Levy decidono di dar voce, attraverso la musica, a un uomo innocente. Alla storia di Rubin Carter è stato dedicato anche il bellissimo film con Denzel Washington, “Hurricane – Il grido dell’innocenza“, uscito nel 1999. Il diretto interessato, durante il suo periodo in carcere, scrisse un’autobiografia per sostenere la propria innocenza. Era il 1974 e il libro, “The Sixteenth Round“, finì tra le mani di Bob Dylan, il pugile confidava nella sua lotta per i diritti civili e non ci volle molto prima che il cantautore facesse fare il giro del mondo alla sua storia e si impegnasse assiduamente per cercare giustizia. 19 anni in prigione senza aver commesso il crimine. Dopo la liberazione di Carter, Bob Dylan non ha più eseguito il brano dal vivo.

Here comes the story of the Hurricane, the man the authorities came to blame for somethin’ that he never done.

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