Cosa succede quando il surf rock incontra la musica popolare? Potrebbe venire fuori un brano tormentone – e soprattutto intramontabile  – come “Misirlou”.

Magari il titolo non vi dirà niente, perché conoscete “Misirlou” come “la canzone che c’è nella colonna sonora di Pulp Fiction”. Ci siamo capiti, non è quella che ballano John Travolta e Uma Thurman, quella è “You never can tell”. Dai, è quella che hanno ripreso pure i Black Eyed Peas, quella che quando parte proprio non riuscite a stare fermi.

La storia di questa canzone arriva da molto lontano e la prima volta che è stata incisa è stato nel 1928. “Misirlou” è una parola greca che vuol dire “donna egiziana”, il termine deriva dal turco, che a sua volta deriva dall’arabo. Fa parte della tradizione musicale greca da tempo indefinito, tanto che probabilmente il testo ha subito svariate modifiche ma di base si tratta di una canzone d’amore. Nel ’28 ad inciderlo fu Michalis Patrinos, che lo riportò in auge in chiave rebetiko, quel genere tanto caro a Vinicio Capossela negli ultimi anni. Rebetiko è malinconia, è il canto degli emarginati della società greca, in cui tra tutti gli strumenti risuona prepotente il bouzouki.

Nel corso del tempo “Misirlou” è stata “ritoccata” e ripresa più volte, quella in cui però ebbe maggiore successo fu quando i Dick Dale & The Del-Tones la fecero in chiave surf rock. Dimenticata la malinconia del rebetiko, la canzone dall’Europa passò alle assolate spiagge californiane con tutt’altro tono, lanciata da Dick Dale, pioniere del surf rock, negli anni Sessanta che avevano appena visto la luce. Com’è ovvio, anche i Beach Boys la ripresero, lo fecero anche i The Trashmen – celebri per “Surfin’ Bird”. L’hanno remixata i Black Eyed Peas, ridandole popolarità. Vinicio Capossela, invece, l’ha riportata alle origini, ripulendola da tutte queste annate di sperimentazioni e rivisitazioni, suonandola nell’album “Rebetiko Gymnastas“.

Ma se “Misirlou” è così popolare la colpa non è solo di Dick Tale, c’è pure lo zampino di “Pulp Fiction“. Il film di Quentin Tarantino viene automaticamente associato alla musica di “Misirlou“, che è il brano della scena d’apertura della rapina, alla quale rimarrà irrimediabilmente legata.

“Pazza mia Misirlou dagli occhi neri

La vita cambia con un tuo bacio

Oh, mio amore, con un piccolo bacio, oh

Dalle tue piccole e dolci labbra”.


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