Si sa, la musica in generale (pensiamo a Jeff Buckley e Kurt Cobain) e sopratutto il rap in particolare (come dimenticare 2Pac e Notorius B.I.G.) abbondano di dischi postumi pubblicati poco dopo la morte di un artista a volte per omaggio e a volte per motivi pubblicitari e discografici. Non sappiamo in quale delle due categorie rientri, ma a breve verrà pubblicato il terzo disco del rapper XXXTentacion, morto poche settimane fa a Deerfield Beach in Florida dove è stato crivellato di proiettili.

A scommettere sulla sua giovanissima carriera (Jahseh Dwayne Onfroy, questo il vero nome di XXXTentacion, aveva solo vent’anni) è stata l’etichetta discografica indipendente Empire che l’estate scorsa aveva pubblicato il primo disco del rapper, “17“: l’intesa tra Ghazi Shami, il fondatore di Empire, e il rapper, mostrava quanto l’etichetta discografica credesse nel potenziale del giovane rapper e nella forza di un mondo musicale, ovvero quello del rap underground SoundCloud, che ultimamente sta andando alla grande, nonostante a maggio Spotify aveva brevemente messo al bando Onfroy per le gravi accuse di violenza domestica che erano state mosse contro di lui.

Secondo il New York Times, che cita tre fonti a conoscenza dell’accordo, poche settimane prima di essere ucciso nella sparatoria in Florida il rapper XXXTentacion aveva firmato un contratto da 10 milioni di dollari per un nuovo album, il terzo della sua breve e controversa carriera: Onfroy avrebbe finito una gran quantità di nuovo materiale ma il nuovo materiale non uscirà prima di ottobre a causa di clausola del precedente accordo stipulato dal rapper con la Universal Music Group. Intanto, dal giorno della morte, le vendite in streaming settimanali di XXXTentacion sono quadruplicate facendo salire i primi due album nella Top 5 e guadagnando un “Number One” postumo per il brano “Sad!” il cui video e’ stato pubblicato il giorno stesso del funerale e che ha raggiunti le oltre 58 milioni di visualizzazioni su YouTube, con i pezzi di XXXTentacion che sono stati scaricati in rete, secondo i dati Nielsen, quasi 4,6 miliardi di volte. Numeri da capogiro per un vivo, figurarsi per un morto.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.