A chi si chiede come mai gli Yeah Yeah Yeahs siano stati i primi a girare un video sull‘Empire State Building probabilmente risponderanno che nessuno è stato tanto coraggioso da chiedere il permesso. Probabilmente è andata proprio così per la band di Karen O, che per il video “Despair” ha deciso di guardare dall’alto la propria città, come nessuno aveva mai fatto prima. Partiti da locali anonimi e marcando l’underground metropolitano, gli Yeah Yeah Yeahs con l’album “Mosquito“, uscito pochissimi mesi fa, vogliono tornare a riprendersi un genere che sembra appartenergli a pieno, e vogliono tornare a calcare i palchi di tutto il mondo con l’inconfondibile energia della leader Karen O. L’esordio di “Sacrilege” aveva dato inizio ad una serie di videoclip che avevano una storia da raccontare, e così per l’ultimo arrivato la band di New York ha deciso di sbalordire tutti addirittura dirigendosi “on the top”. Quello che potrebbe sembrare un capriccio da rockstar non è altro che il tanto sudato e faticato successo, che tra alti e bassi ha cercato di portare gli Yeah Yeah Yeahs sempre in vetta alle classifiche del momento.

Karen O | © Kevin Winter/Getty Images
Karen O | © Kevin Winter/Getty Images

La metamorfosi della leader cantante è evidentissima, e così vestita di giallo e appariscente come non mai l’eclettica rocker sfoggia un caschetto platinato, in contrapposizione a tutto il nero e le borchie alle quali ci aveva abituati. Icona di stile, ma soprattutto icona rock Karen O continua ad imprimere la sua inconfondibile personalità nelle melodie degli Yeah Yeah Yeahs, i quali sembrano essersi addolciti nel corso degli anni.

Le luci di una New York che si addormenta e che allo stesso tempo si risveglia accompagnano le immagini di “Despair“, ripreso dall’86° piano dell’Empire State Building riservato esclusivamente a questo momento epico. Dalle immagini in ascensore alla ripresa dall’alto, dalla batteria posizionata al di sopra di qualsiasi cosa, le immagini di “Despair” ritraggono una band che in fondo, nonostante i tormentoni effimeri indie ce l’ha fatta, e che lo vuole dimostrare in questo modo. Il vento taglia il viso di Karen O ma allo stesso tempo esprime tutta la leggerezza e la freddezza con la quale il rock incalzante di “Despair” si sviluppa. L’audacia di richiedere un video sull’Empire è stata di sicuro premiata, ma del resto una band come questa, abituata prima a vivere nei livelli bassi di New York,  merita almeno per un attimo che le luci dell’alba siano pian piano accese in suo onore.

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