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Pubblicato il febbraio 16th, 2016 | da Stefano Pellone

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I Subsonica e Ennio Morricone, ovvero la polemica che non c’è

Esiste un confine molto netto tra il plagio musicale e la somiglianza tra due canzoni o al massimo la citazione (più o meno voluta) di una linea musicale già utilizzata in un’altra canzone da parte di un cantante o di un gruppo: le note sono sempre 12 e, al di là delle possibili combinazioni che una melodia può assumere con le note all’interno di un’ottava (che sono ben 78.364.164.096, quindi un numero altissimo ma finito), ci può scappare che due canzoni si somiglino o abbiano spunti simili. Ne abbiamo parlato proprio qualche tempo fa su queste stesse pagine citando gli One Direction e il loro presunto plagio di “Should I stay or should I go?” dei Clash.

Ebbene, nei giorni scorsi è montata una polemica del tutto italiana tra il gruppo torinese dei Subsonica e il Maestro Ennio Morricone proprio a proposito di un “plagio” che il compositore avrebbe fatto nei confronti di Samuel Romano e soci. Ma andiamo con ordine.

La band di “Aurora sogna” e “Colpo di pistola” aveva pubblicato sul proprio profilo Facebook di aver avuto una “sorpresa piacevolissima” quando aveva scoperto che le prime quattro note della colonna sonora di Hateful Eight, ultimo film di Quentin Tarantino, la cui parte musicale è stata affidata al genio di Ennio Morricone, sono le stesse di “Tutti i miei sbagli“. Una coincidenza che però gli stessi Subsonica avevano indicato come tale aggiungendo che “Morricone non ha nessun bisogno di citare chicchesia, tantomeno i Subsonica, sia detto per scongiurare qualsivoglia equivoco“.

Una nave in una foresta

Ovviamente” (perchè, viste le parole di Max Casacci, la cosa doveva finire lì) il Web è insorto contro i Subsonica e ha costretto il Maestro a rispondere tramite Giorgio Assumma, il suo legale, che aveva commentato l’accaduto assicurando che il brano, che ora è in corsa per un Oscar per la migliore colonna sonora originale, “non ha nulla a che vedere con la canzone” e che presto sarebbero arrivate azioni legali spiegando che “quattro note non costituiscono neppure una unità creativa idonea a ricevere una seppur minima considerazione artistica e legale”.

E’ dovuto intervenire Morricone in persona per spegnere questo fuoco di paglia: “Non querelo nessuno, se loro non insistono. C’è una lettera del mio avvocato con la quale si dice loro di smetterla di affermare che io li ho plagiati, cosa assolutamente non vera. Non sono nemmeno arrabbiato per questa vicenda. Per il film di Tarantino ho scritto un pezzo sinfonico che complessivamente dura 27 minuti, è una vera sinfonia. Quattro note non rappresentano nulla, è una tale sciocchezza alla quale non do nemmeno peso. La lettera del mio avvocato è un invito alla band torinese a non dire più sciocchezze del genere. Ma non voglio querelare nessuno.”

Detto questo, noi ci sentiamo di commentare la notizia citando un’altra canzone, “L’avvelenata” di Guccini: “Ma se io avessi previsto tutto questo / (dati cause e pretesto) le attuali conclusioni / credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni / va be’, lo ammetto che mi son sbagliato / e accetto i crucifige e così sia / chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia / il primo che ha studiato.” Perchè possiamo anche comprendere che quella dei Subsonica sia stata una gioiosa leggerezza, ma la reazione della Rete (e di Facebook in questo caso particolare) riesce a volte ad essere a dir poco esagerata.

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