Di solito un brano ha molte cover perché piace al pubblico e quindi tutti vogliono riproporre la loro versione.

Pensate a “Get Lucky” dei Daft Punk, quante cover avete sentito? Eppure non è sempre così ovvio, a volte dei brani di successo sono delle cover ma molti credono che siano gli originali. Semplicemente perché hanno avuto più successo, un po’ come “Hallelujah” che no, non è di Jeff Buckley ma di Leonard Cohen.

1 – A mano a mano

Tutti conoscono la versione di Rino Gaetano ma molti non sanno che in realtà il brano originale è di Riccardo Cocciante. Il brano fu scritto nel 1978 da Riccardo Cocciante, diventò famoso però con la versione live di Rino Gaetano, meno malinconica e più leggera. Inseguito i due la incisero insieme e fu inserita in un album al quale collaborarono con il gruppo prog New Perigeo.


2 – Torn

Il tormentone di Natalie Imbruglia in realtà è una cover. Sì, avete capito bene. E di certo non avete sentito nominare tanto spesso gli Ednaswap. Il gruppo formatosi a Los Angeles durò dal 1993 al 1998, il tempo di creare il brano che decretò il successo dell’artista australiana. La versione originale ricorda molto i Distillers.


3 – I will always love you

Come dicevamo, alcuni brani che hanno segnato una svolta nella carriera di chi li ha interpretati, sono delle cover. Anche le caso del pezzo forse più celebre di Whitney Houston, colonna sonora del film “The Bodyguard”. Molto tempo prima, nel 1974, lo aveva inciso una giovanissima Dolly Parton. A proposito di Dolly Parton, i White Stripes hanno fatto una cover di “Jolene” ma in quel caso era palese.


4 – My prerogative

Chi l’avrebbe detto che il brano di Britney Spears in realtà fosse di Bobby Brown? Il brano è stato leggermente modificato per renderlo adatto allo stile della popstar. Il video della Spears divenne famoso perché lei cantava su una Porsche piazzata dentro una piscina. Non che il brano originale sia il più sobrio, è una delle cose più anni Ottanta che potrete vedere/ascoltare!


5 – Hound Dog

Uno dei brani più importanti della carriera di Elvis Presley è una cover. La versione originale, inoltre, è bellissima. È uscita nel 1952 incisa da Willie Mae “Big Mama” Thornton, è uno dei brani più coverizzati di sempre, ne sono state fatte oltre 250 versioni. Però Elvis era il Re e il Re riuscì a vendere dieci milioni di copie.


6 – Jersey Girl

Bruce Springsteen ha avuto molta fortuna con questo brano, che però è stato scritto da Tom Waits. The Boss ha cambiato alcuni dettagli, ha aggiunto un verso suo e ha dato una sistematina alla frase che parlava di “tr**e” sull’Ottava Avenue. Bruce Springsteen e Tom Waits hanno anche suonato insieme il pezzo.


7 – Respect

Anche se sembra impossibile immaginare qualcuno che canti questo brano al di là di Aretha Franklin, non è stato inciso da lei per la prima volta. Due anni prima che Aretha lo rendesse un pezzo leggendario, a inciderlo era stato Otis Rending. Che non è mica male. Però preferiamo la versione della Franklin, che ne cambiò totalmente il messaggio, rendendolo un inno per le donne, che meritano rispetto.


8 – Tainted Love

Il brano è stato coverizzato dai Depeche Mode ed è considerato da molti una cover di quello dei Soft Cell. Ma anche loro hanno fatto una cover, perché l’originale è opera di Gloria Jones, che lo incise nel 1964 ed è impossibile resistere, fa venire subito voglia di ballare.


9 – Girls just wanna have fun

Incredibile ma vero: uno dei brani più famosi di Cyndi Lauper in realtà non è di Cyndi Lauper. L’originale è del musicista Robert Hazard, che però è ricordato prevalentemente per questo. Cyndi Lauper riuscì a portare il brano al successo, negli anni Ottanta diventò un vero e proprio tormentone e non c’è che dire, la voce della Lauper fa decisamente la differenza.


10 – It’s oh so quiet

Forse in questo caso più di qualcuno saprà che il celebre brano di Björk nella sua versione originale è stato lanciato nel 1951 da Betty Hutton. Ma, colpo di scena, in realtà anche quella della Hutton è una cover, quella di un brano tedesco intitolato “Und jetzt ist es still” e uscito nel 1948, interpretato da Harry Winter.

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