L’indirizzo 10050 Cielo Drive è passato tristemente alla storia per essere stato la scena del massacro ad opera della cosiddetta “Manson Family”.

Era la notte tra l’8 e il 9 agosto 1969 quando avvenne tutto ma il delitto fu scoperto solo il giorno seguente da William Garretson. Il custode, che pure viveva in una dépendance dietro l’abitazione, non si era accorto di niente. Contrariamente a quanto spesso si dice, Charles Manson non era presente sul luogo delitto ma agì solo come mandante. Era, insomma, la mente che aveva studiato tutto. Manson sognava di diventare un musicista famoso ed acclamato ed in qualche modo, seppur perverso, è riuscito a diventare una vera e propria icona. La figura del criminale ha sempre affascinato il pubblico ed ha influenzato la carriera di moltissimi artisti.


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La notte del massacro

Come già detto, Manson non era fisicamente presente sulla scena del delitto. Aveva però architettato il piano, pensando di vendicarsi di Terry Melcher, che non aveva accettato i brani proposti da Charles Manson per la Columbia Records. Sei mesi prima, Roman Polański e Sharon Tate avevano preso la casa in affitto e sarebbero diventati genitori nel giro di due mesi. La notte del tragico evento Polanski si trovava a Londra, impegnato sul set di “Rosemary’s Baby”. La Tate non fu risparmiata e fu uccisa insieme al diciottenne Steven Parent (che stava lasciando la villa in quel momento), Jay Sebring, Wojciech Frykowski e Abigail Folger. I massacri continuarono il giorno successivo ma quello di Cielo Drive è diventato il più discusso e conosciuto di tutti. Manson e la sua family riuscirono ad agire ancora per molto tempo, la polizia riuscì ad incriminare la mente criminale e la sua banda solo nel 1970. Ad agire, quella notte a Cielo Drive, erano stati Charles “Tex” Watson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian. Quest’ultima fu la figura che segnò la svolta nelle indagini, la “traditrice” della setta che permise alle forze dell’ordine di incastrare Manson. La band di Leicester, i Kasabian, ha scelto il loro nome proprio per lei.


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L’impatto sulla cultura di massa

Charles Manson aveva scritto molte canzoni ed amava la musica. Il suo album “Lie: The Love and Terror Cult” uscì nel 1970 ma nel corso degli anni è Manson è stato associato in particolare i Beatles. Spesso il gruppo è stato associato a questa figura in maniera negativa ed in particolare per la canzone “Helter Skelter“. Il titolo del brano (scritto nel 1968), che significa “alla rinfusa”, è comparso più volte sulle scene del delitto. Nel tentativo di diventare famoso (e soprattutto più famoso dei Beatles), Manson all’epoca approcciò diversi personaggi legati al mondo della musica. Tra questi c’era anche Dennis Wilson dei Beach Boys. Insieme, nel 1968, avevano lavorato al demo che poi prese il titolo di “Never Learn Not To Love”.


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Come abbiamo già visto, la figura di Manson ha sempre suscitato un certo fascino, così come gli eventi che ruotano attorno a lui. Da qui la scelta del nome dei Kasabian, ma anche quella di Marilyn Manson. Il cantante ha messo insieme due icone della cultura pop americana, l’attrice e il celebre assassino compongono oggi il suo nome d’arte (il suo vero nome è Brian Hugh Warner). Nel 2012 Charles Manson scrisse una lettera dal carcere rivolta al cantante piena di frasi nonsense e molti errori ortografici. Marilyn Manson registrò il suo primo album, “The Portrait Of An American Family”, che fece molto discutere ma contribuì alla creazione della sua figura controversa e al conseguente successo. Pare che il cantante non abbia mai risposto alla lettera di Charles Manson, in cui si coglie un misto di ammirazione e indignazione per aver approfittato dei fatti avvenuti al fine di ottenere visibilità.

L’album di Manson, pieno zeppo di riferimenti alla cultura americana e alla “family” (fin dal titolo), fu prodotto da Trent Reznor. Il frontman dei Nine Inch Nails aveva preso residenza nella casa di Cielo Drive all’inizio degli anni Novanta e vi aveva creato uno studio di registrazione rinominato “Pig“, un chiaro rimando agli omicidi di Cielo Drive. Quel 9 agosto 1969, infatti, i membri della Family avevano scritto svariate volte (e anche in scene del delitto successive) la parola “pig”. L’insulto rivolto ai poliziotti è stato più volte associato alla canzone “Piggies” dei Beatles. Reznor lasciò la casa alla fine del ’93 sostenendo di non essere in grado di gestirla ma portando via con sé la porta d’ingresso.

Sulla storia di Charles Manson sono stati prodotti tantissimi materiali, musicali e non – oltre a quelli prodotti da lui stesso. Proprio quest’anno uscirà il film “C’era una volta… a Hollywood” di Quentin Tarantino, che è legato alla storia di Cielo Drive. Nel film Sharon Tate è interpretata da Margot Robbie, mentre Manson è interpretato da Damon Harriman. Dai Ramones a Neil Young e i Guns’n’Roses, le citazioni sull’assassino e i membri della sua setta si sprecano. Nel 1985, però, i Cabaret Voltaire decisero di fare qualcosa di più e inserirono parti della voce di Charles Manson nel brano “The Covenant, the Sword and the Arm of the Lord“. Molti artisti seguirono il loro esempio, alcuni hanno realizzato delle cover delle canzoni scritte da Manson e altri, come i System of a Down, hanno reso omaggio a modo loro alla storia del famigerato assassino. Il gruppo di Serj Tankian ha inciso il brano “ATWA” riferendosi all’acronimo tanto caro alla family. La parola, infatti era l’acronimo di “Air, Trees, Water, Animals” e “All The Way Alive” e per Charles Manson era la sintesi delle forze che tengono in equilibrio la terra.


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Photo by Jeremy Bishop

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